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MONTE MORRONE E IL SILENZIO ASSORDANTE DI SCOCCIA, LA PORTA E ROSSI

Il silenzio delle tre consigliere regionali peligne del centrodestra – Marianna Scoccia, Antonietta La Porta e Maria Assunta Rossi – fa quasi più clamore e attira più attenzione delle fiamme che sono tornate a colpire, dopo il 2017, il Monte Morrone.

ƈ bene sottolineare che la programmazione degli interventi, l’individuazione della viabilitĆ  d’emergenza e l’allocazione delle risorse per la prevenzione degli incendi boschivi rientrano tra le competenze trasferite alle Regioni ai sensi dell’articolo 3 della Legge 21 novembre 2000, n.

353 (Legge-quadro in materia di incendi boschivi).

Di conseguenza, la responsabilitĆ  strategica della prevenzione ricade direttamente sull’attuale Giunta Regionale guidata da Marco Marsilio.

Sorgono quindi spontanee alcune domande: in che modo le tre consigliere stanno esercitando il loro potere legislativo per potenziare la prevenzione dei roghi?

E, soprattutto, quale impegno politico hanno assunto in questi anni -e intendono assumere ora – per mitigare la vulnerabilitĆ  del nostro patrimonio montano?

Sul piano legislativo e programmatico, la prevenzione forestale richiede fondi strutturali, tecnologie di monitoraggio e un reale rafforzamento dei presidi di protezione civile sul territorio, la loro azione si riduce a un silenzio politico-amministrativo del tutto inammissibile.

Quando si tratta di incidere sulle scelte di bilancio e sugli atti di indirizzo della Giunta Marsilio, la spinta propositiva sul fronte della tutela ambientale e della prevenzione sembra del tutto priva di forza.

Questo vuoto comunicativo e legislativo denota un peso politico limitato all’interno della maggioranza di governo regionale.

Un limite di incisivitĆ  legato anche alla condizione istituzionale: la presenza in Consiglio tramite lo strumento della surroga per Rossi e La Porta ne comprime lo spazio di manovra, costringendole a un profilo cauto che impedisce di far valere con forza la voce dei territori.

Il risultato ĆØ l’incapacitĆ  di orientare o condizionare le scelte dell’esecutivo su un’emergenza periodica che devasta le aree interne.

Nemmeno Marianna Scoccia, pur ricoprendo il ruolo di peso della Vicepresidenza del Consiglio Regionale, sembra avere poca voce in capitolo per far valere il proprio peso politico su questo tema.

La tutela delle montagne e la salvaguardia delle comunitĆ  locali non si governano con la semplice presenza formale o con l’ordinaria amministrazione.

Servono leggi regionali mirate, interrogazioni incalzanti e la capacitĆ  di destinare risorse economiche concrete alla prevenzione e alla manutenzione dei boschi.

Un impegno indefesso che, fino a oggi, ĆØ stato sostituito soltanto da un assordante silenzio.

6 commenti riguardo “MONTE MORRONE E IL SILENZIO ASSORDANTE DI SCOCCIA, LA PORTA E ROSSI

  • Commissioneranno uno studio su come lavorare e pensare !!!

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    • Ma no, sono impegnate a spegnere l’incendio.

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  • Le Associazioni COE.SO. e Avioclub FDL

    In vero, la Consigliera Avv. Antonietta La Porta sin dall’anno 2020 ha mostrato particolare interesse riguardo il progetto di un’AVIOSUPERFICIE quale infrastruttura logistico-operativa da realizzare in zona Case Pente per scopi di pubblica utilitĆ , allorquando le venne presentato il plastico realistico allestito per la migliore comprensione delle complessive capacitĆ  del presidio locale di Protezione Civile.
    Non solo, poichĆ© nel 2023 ha facilitato da intermediatrice l’incontro dei proponenti con il P.te della Regione Marsilio.
    Ne derivò un successivo incontro con il V.ce P.te E. Imprudente e l’allora DG del Servizio di PC M. Casinghini.
    Onde pruovere un maggiore impegno dell’Amministrazione comunale di Sulmona in favore dell’iniziativa, da Consigliera comunale fu inoltre artefice di una interrogazione al Consiglio, che aprƬ di fatto un varco nell’allora maggioranza di centro sinistra, purtroppo vanificato dall’incapacitĆ  del medesimo governo di permanere in carica cadendo prematuramente dal podio.
    Tutto ciò a dimostrazione di quanto la Consigliera regionale La Porta abbia creduto nell’essenza del progetto e soprattutto nella serietĆ  e professionalitĆ  dei soggetti proponenti, che sin dal 2017 avevano prodotto ogni utile impegno e sforzo per rappresentare a vari livelli politico-istituzionali le motivazioni, sia in termini di opportunitĆ  che di concrete prospettive d’impiego, a sostegno della buona causa.
    Con l’occasione, ĆØ gradito rivolgerle un sincero ringraziamento.

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  • Sono semplicemente tre statuine, elette tutte per una serie di congiunzioni astrali ,che, mai più si ripeteranno. Insignificanti!

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  • Indipendentemente

    L’articolo pone una questione seria, ma la affronta con conclusioni molto nette senza fornire i dati necessari per sostenerle. Se si parla di disattenzione della Regione, di risorse insufficienti o di carenza di mezzi, sarebbe interessante partire dai numeri.
    Quanto stanziava l’Abruzzo per l’AIB dieci anni fa e quanto stanzia oggi? Quanto ĆØ stato destinato alla prevenzione e quanto alla lotta attiva? E soprattutto quanto di queste risorse ĆØ arrivato sul territorio della Valle Peligna e sul Morrone?
    PerchĆ©, almeno sui mezzi, la fotografia che emerge dagli atti regionali non sembra quella di un sistema rimasto fermo, nel 2024 la Regione ha avviato il rinnovo della colonna mobile AIB 20 nuovi pick-up giĆ  consegnati, altri 5 previsti a breve, ulteriori 20 mezzi programmati e altri 25 finanziati con FSC 2021-2027, oltre a due mezzi pesanti per il trasporto dell’acqua. L’investimento complessivo indicato dalla Regione per il rinnovo della colonna mobile ĆØ di 7 milioni di euro.
    Questo significa forse che sul Morrone sia stato fatto tutto ciò che si doveva fare? Assolutamente no.
    Lo stesso vale per la prevenzione, bisogna confrontare stanziamenti, interventi programmati, interventi realizzati e loro distribuzione territoriale.
    E anche il giudizio sul «peso politico» di Scoccia, La Porta e Rossi meriterebbe lo stesso metodo, quali atti hanno presentato? Quali risorse hanno chiesto? Quali hanno ottenuto? Quali interventi sul Morrone sono stati sollecitati e quali eventualmente ignorati?
    La critica ĆØ legittima, ma senza questi dati rischia di diventare una tesi giĆ  decisa in partenza, se vogliamo capire davvero chi ha responsabilitĆ  sul Morrone, servono bilanci, determine, piano AIB e risultati concreti non soltanto dichiarazioni.

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  • Dal 2017 al 2026 anni di riunioni senza risultati e tanta burocrazia questo e’

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