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CELESTINO V E L’INDULGENZA PLENARIA CON TANTO DI PORTA SANTA CONCESSA ALLA CITTA’ DI ATRI

di Federica Farda*

L’AQUILA – Atri precede L’Aquila, L’Aquila ricorda Atri. Il bisticcio di parole ĆØ in nome del Perdono. Celestino V, devoto di San Giovanni Battista, scelse il 28 agosto come data della sua incoronazione pontificia che avvenne nella basilica aquilana di Santa Maria di Collemaggio. In questo giorno, infatti, la Chiesa cattolica, onora la memoria della decollazione del Battista. Fu festa quel giorno del 1294 e Papa Celestino volle che il giubilo si rinnovasse ogni anno. CosƬ, concesse, prima oralmente e il mese successivo bollata su pergamena, un’indulgenza plenaria gratuita. La data, il 29 settembre 1294, segna la nascita del primo Giubileo codificato della storia. Un documento che concede l’assoluzione dalla pena e dalla colpa di tutti i peccati ā€œcommessi – recita il testo – sin dal Battesimo, a quanti sinceramente pentiti e confessati entreranno nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festivitĆ  di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festivitĆ ā€. Un giubileo di 24 ore accordato soltanto a chi si recava e, tuttora, si reca a Collemaggio. L’innovazione del suo dono era la gratuitĆ  e l’universalitĆ  ma, specie tra i ceti meno abbienti, non tutti potevano affrontare il pellegrinaggio nella vice capitale del Regno di Napoli. Per essere più democratico accordò analogo privilegio a badie ed eremi celestiniani e a qualche localitĆ  collegata ai suoi più stretti e fidati collaboratori. Uno di questi era l’abate celestino beato Francesco Ronci nativo di Atri e morƬ il 13 ottobre del 1294. Ecco che Celestino dona l’indulgenza alla cittĆ  dei calanchi che, se non era ancora assurta ai fasti del ducato degli Acquaviva, affondava, comunque, le sue radici ai tempi dei popoli italici e, soprattutto, era nota per aver dato i natali alla famiglia dell’imperatore romano Adriano. Un privilegio, però, solo orale ma dalla durata più lunga. L’indulgenza atriana si lucra, pertanto, dai vespri del 14 agosto a quelli successivi del 22. Otto giorni di apertura, da mane a sera, della cattedrale anch’essa intitolata a Santa Maria Assunta come la basilica aquilana di Collemaggio. E con pure una Porta Santa: la prima sul fianco destro, rispetto alla facciata, che si incontra scendendo verso la Villa comunale. Il portale, in stile gotico, fu realizzato nel 1305 da Rainaldo d’Atri e nella lunetta ĆØ affrescata l’incoronazione di Maria. E mentre nella cattedrale di Atri, L’Aquila ĆØ presente con la fiamma del Perdono, proviene da Collemaggio, che arde che dal 14 al 22 agosto e, tutto l’anno, con lo stemma della municipalitĆ  raffigurato sulla lucerna, una mano atriana c’è nella Porta Santa della basilica aquilana di Collemaggio. ƈ della localitĆ  teramana, infatti, tal Antonio Martini di Atri, il pittore che affresca, sul finire del XIV secolo, la Vergine con Bambino tra San Giovanni Battista (alla sua destra) e San Celestino Papa (a sinistra) nell’atto di srotolare la Bolla riprodotta nella lunetta sovrastante la Porta Santa aquilana. Una porta che si schiude, per 24 ore al mondo, sei giorni dopo la chiusura di quella di Atri.

*GiornalistaĀ 

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