CARA STEFANIA PEZZOPANE LE OFFESE SESSISTE SONO PATRIMONIO ESCLUSIVO DEI SENZA TESTA NE’ SPINA DORSALE
L’AQUILA – Ho letto attentamente, prima di pubblicarlo sul nostro ReteAbruzzo, l’articolo di Stefania Pezzopane, sulle offese social a lei rivolte. Coltivo con Stefania Pezzopane un’amicizia antica e vera, non legata alle appartenenze politiche, ma al ricordo di suo fratello Roberto, uno dei miei più grandi amici di gioventù.
Alla soglia dei 71 anni, tanti ne ho, dover leggere sui social (la vetrina pubblica anche dei dementi), offese personali e volgarità senza limiti nei confronti suoi e delle donne in genere, mi lascia interdetto. Cara Stefania, però so anche che chi non riceve critiche personali sia in politica sia nel mio mondo, quello del giornalismo, non è nessuno.
Significa che non coglie nel segno quando argomenta o scrive. Vuol dire che si ĆØ considerati più o meno un’ameba senza spina dorsale, poichĆ© i frustrati, si sa, si accaniscono contro chi la spina dorsale ce l’ha e non la nasconde.
Di fronte a donne di successo come te, scatta in certi personaggi in cerca d’autore una sorta di sindrome dello specchio: ti vedono riflessa nel loro specchio psicologico, si sentono frustrati, brutti, rifiutati, socialmente falliti e invece di pensare che il problema siano loro, cercano di rompere lo specchio. La colpa ĆØ sempre dello specchio, mai la loro.
Nella tua vita, Stefi, hai patito dolori, ma anche raggiunto vette sociali e politiche che pochi e pochissime hanno raggiunto. E qui scatta l’invidia, con l’offesa personale e la calunnia che sempre la seguono.
Ricordo sul palco un primo cittadino che in un comizio ti definƬ “nana”. E altri maschietti che la virilitĆ la sognano, definirti in mille modi, nessuno delicato e garbato.
E allora vai avanti senza dare importanza a questo fenomeno di machismo senza virilitĆ ; di mascolinitĆ senza testa, di frustrazione che trova rifugio nel branco e nella violenza verbale e troppo spesso fisica nei confronti delle donne. Sono stato allevato e cresciuto da sole donne, cara Stefi. Conosco la differenza di genere in famiglia. Posso definirmi con orgoglio, figlio di sola madre.
Voi donne siete la vita, siete dotate di un acume e di una capacità di sacrificio sovrumane. Per questo mettete paura a quei maschietti dalle sinapsi bruciate, che di fronte a una tastiera si sentono padreterni senza alcun regno: né in cielo, né in terra.



