QUARANT’ANNI DI FOTO NELL’ARCHIVIO DELLO STUDIO DEL SULMONESE VENANZIO VENZO
Fu costretto ad abbandonare il lavoro in ferrovia, nel 1923, per motivi politici, in quanto repubblicano e mazziniano, sebbene non coinvolto in concrete attivitĆ di opposizione al regime fascista. Da quel momento, per il sulmonese Venanzio Venzo, la passione per la fotografia divenne professione.Ā In occasione della Giornata Mondiale della Fotografia, celebrata ieri, 19 agosto, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Abruzzo e Molise, ha riscoperto e riproposto l’opera del fotografo attraverso il patrimonio di immagini custodito nellāarchivio del Premiato Studio Fotografico Venanzio Venzo di Sulmona.
Lāarchivio del Premiato Studio fotografico Venzo ĆØ stato dichiarato di interesse storico di particolare importanza nel 2016 ed ĆØ costituito da fotografie e lastre fotografiche che coprono un tempo di circa quarant’anni, dagli anni Venti agli anni Sessanta del Novecento. Le fotografie raffigurano in particolare personaggi della famiglia, scene campestri, vedute di Sulmona e soggetti vari non identificati.
Venzo fu appassionato di fotografia artistica ed ĆØ ricordato per essere lāideatore della bromoresinocromia, un processo di stampa fotografica in grado di trasformare una semplice foto al bromuro in una copia artistica perfettamente opaca, nella quale la gelatina del supporto scompare sotto uno strato di colore.
Di tale tecnica si parla in un articolo pubblicato sulla rivista mensile illustrata Il Corriere fotografico, Torino, anno 22, numero 4 aprile 1925. Dispensato dal servizio, per far fronte alle necessità e mantenere la sua famiglia, Venzo aprì lo studio fotografico, il cui archivio è consultabile previa autorizzazione e previo accordo con i proprietari.




