CARCERE, IDRANTI A PIENO REGIME NONOSTANTE IL DIVIETO: SCOPPIA LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI
Una decina di irrigatori in funzione questa mattina nell’area sportiva esterna al supercarcere di Sulmona, mentre l’ordinanza comunale vieta fino al 30 settembre l’irrigazione di prati e giardini. Gli agricoltori, costretti a fermare l’acqua per garantire le riserve ai mezzi antincendio, chiedono controlli e sanzioni della polizia municipale.
SULMONA, 20 agosto – Una decina di idranti in funzione a piena potenza per irrigare il campetto e il prato degli impianti sportivi situati all’esterno delle mura del supercarcere di Sulmona. È quanto è stato segnalato questa mattina nell’area della casa di reclusione, nonostante sia tuttora in vigore l’ordinanza del Comune che vieta l’irrigazione di giardini e prati fino al prossimo 30 settembre.
Una situazione che ha immediatamente sollevato le proteste degli agricoltori della zona, ai quali nei giorni scorsi è stato imposto di sospendere l’irrigazione dei campi per consentire di preservare le riserve idriche nei bacini di accumulo e garantire il rifornimento dei mezzi aerei impegnati nelle operazioni antincendio sul Morrone.
Il provvedimento adottato dal sindaco di Sulmona nasce proprio dall’esigenza di limitare i consumi non indispensabili in una fase particolarmente delicata, segnata dalla grave emergenza incendi e dalla necessità di assicurare la disponibilità di acqua agli elicotteri utilizzati per lo spegnimento delle fiamme.
Per questo le immagini degli irrigatori in funzione nell’area esterna del carcere hanno provocato forte irritazione tra gli operatori agricoli, che lamentano una evidente disparità di trattamento. Da una parte aziende e privati chiamati a rinunciare all’acqua per tutelare le riserve necessarie all’emergenza, dall’altra un’ampia superficie verde irrigata regolarmente all’interno di una struttura pubblica.
Gli agricoltori chiedono ora che venga verificato se l’irrigazione effettuata questa mattina rientri o meno tra eventuali deroghe previste dall’ordinanza. In caso contrario, sollecitano l’intervento della polizia municipale affinché vengano effettuati gli accertamenti del caso e applicate le sanzioni previste, senza eccezioni.
La vicenda rischia così di trasformarsi in un caso anche sul piano istituzionale. In un momento in cui ai cittadini viene richiesto il massimo senso di responsabilità per fronteggiare l’emergenza sul Morrone, la richiesta che arriva dal territorio è semplice: le regole, se valide, devono essere rispettate da tutti, amministrazioni e strutture dello Stato comprese.



Canadair si vedono, ma quelli vanno sul lago di Bomba; elicotteri un po’ meno ergo le vasche non vengono utilizzate per la fornitura di acqua; quali vasche sono poi utilizzate?
Inoltre perché un’ordinanza con scadenza 30 settembre, speriamo il fuoco si possa spegnere prima!