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TOMASSONI (GRUPPO MISTO): AGGIORNARE IL PIANO COMUNALE DI EMERGENZA NON BASTA A RISOLVERE I PROBLEMI

di Alessandro Tomassoni*

L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila annuncia a mezzo stampa l’affidamento di oltre 70 mila euro per l’aggiornamento del Piano Comunale di Emergenza, definendolo un Ā«passo decisivo verso il rafforzamento della risposta alle emergenzeĀ». Un ā€œperfezionamentoā€ del Piano, dunque, improvvisamente necessario, come d’altronde sostengo da tempo, che fornisce l’occasione di distinguere una ā€œpianificazione ex post ā€œdalla concreta capacitĆ  di prevenire e gestire un’emergenza, nell’ottica di un più concreto e funzionale rafforzamento del sistema Protezione civile, laddove la sicurezza si misura sui territori con prevenzione, informazione, esercitazioni, manutenzioni strutturali, maggior accessibilitĆ  per i mezzi di soccorso, coordinamento operativo permanente e capacitĆ  effettiva di intervento. La determinazione comunale richiama la vastitĆ  del territorio, i suoi 467 chilometri quadrati e le numerose frazioni, ma questa complessitĆ  ĆØ conosciuta da anni e avrebbe dovuto essere accompagnata da una struttura comunale adeguatamente organizzata e da una pianificazione costantemente aggiornata. Ed ĆØ qui che nasce la questione politica: se oggi ĆØ necessario ricorrere all’esterno per rafforzare un sistema cosƬ importante, quanto era adeguatamente organizzata la struttura comunale fino ad oggi dopo settimane in cui il territorio sta mostrando tutte le proprie fragilitĆ ? Non ĆØ una critica alla societĆ  incaricata, nĆ© alla necessitĆ  di professionalitĆ  specialistiche, per un affidamento che nasce da esigenze di aggiornamento giĆ  individuate dall’Amministrazione che, tuttavia, arriva in un momento nel quale gli incendi delle ultime settimane hanno reso evidente, ancora una volta, quanto sia necessario verificare non solo la qualitĆ  della pianificazione, ma la concreta capacitĆ  del sistema di prevenire e affrontare le emergenze. E allora la domanda all’Amministrazione sorge spontanea: quali competenze interne esistono, cosa ĆØ stato fatto e perchĆ© non sono state sufficientemente valorizzate? Dal 2021, ultimo aggiornamento del Piano, che si ĆØ fatto, con particolare riferimento al rischio incendio boschivo di interfaccia, comprese le cartografie delle aree a rischio, il censimento degli esposti, e le procedure di attivazione del COC? PerchĆ© l’attivitĆ  di Protezione civile non può ridursi ai frutti di una consulenza da acquistare quando serve, piuttosto ĆØ una funzione pubblica permanente che richiede organizzazione, competenze e presidio costante del territorio. E un Piano aggiornato, da solo, non ĆØ propriamente prevenzione: ciò che va verificato ĆØ la reale capacitĆ  degli Enti di prevenire e affrontare le emergenze, intervenendo prima che le criticitĆ  si manifestino e non soltanto quando l’emergenza sia giĆ  in corso. Serve, su tutto, una strategia condivisa tra Comune e Regione Abruzzo, dell’intera catena di comando operativa, per garantire che il territorio non rimanga esposto proprio nei momenti di maggiore necessitĆ . Se il Comune deve adeguare il proprio Piano alle direttive regionali e confrontarsi con gli enti sovraordinati, ĆØ legittimo chiedere alla Regione, nel suo ruolo di programmazione, indirizzo e coordinamento, e col sistema nazionale che registra da anni una riduzione delle proprie capacitĆ  operative, quali risorse siano state destinate nel tempo alla prevenzione dei rischi e quali risultati concreti siano stati prodotti. Per esempio, sempre sugli incendi boschivi, c’è da chiedersi se il sistema AIB regionale sia adeguatamente dimensionato per affrontare più incendi contemporanei e prolungati? Se, come viene segnalato, il personale si ĆØ ridotto negli ultimi anni di circa il 40%, quali risorse aggiuntive e quali livelli di coordinamento vengono attivati quando la capacitĆ  ordinaria non ĆØ sufficiente? PerchĆ© possiamo aggiornare tutti i Piani che vogliamo, ma un territorio sempre più vulnerabile anche per effetto dei cambiamenti climatici, privo di adeguate politiche di prevenzione – che si tratti di incendi, valanghe, dissesto idrogeologico, eventi meteorologici estremi o di qualsiasi altra emergenza – resterĆ  inevitabilmente esposto e fragile. E quanto accaduto nelle ultime settimane ne ĆØ la prova più evidente.

*Consigliere Comunale dell’Aquila- Gruppo Misto

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