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SVOLTA SUL MONTE MORRONE: ESCLUSA LA PISTA DOLOSA E IN AZIONE LA MAXI-TASK FORCE

Dopo dieci giorni di emergenza, le operazioni sul Monte Morrone sembrano aver imboccato la strada decisiva per lo spegnimento dei focolai tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme. Dagli accertamenti di Carabinieri Forestali e della Compagnia di Sulmona non sono emersi inneschi: il rogo ĆØ partito dalla cima ed ĆØ verosimile che sia stato causato da un evento naturale, come la caduta di un fulmine.

A terra si rivela fondamentale l’intervento del super apripista dell’Esercito, che ha ripristinato la linea tagliafuoco storica sul sentiero R4 al Beato Mariano, blindando il centro abitato e mettendo in salvo il prezioso bosco degli abeti bianchi. Al fianco del cingolato operano otto operai boschivi dedicati al taglio mirato delle chiome e alla pulizia del sottobosco.

I lanci d’acqua vedono impegnati 4 Canadair, un elicottero Eriksson e 2 elicotteri della Protezione Civile Regionale, supportati da decine di Vigili del Fuoco e volontari. Sul piano della prevenzione, Roccacasale ha predisposto il piano di evacuazione cautelativo per 50 residenti. Contestualmente, i Comuni di Pratola Peligna, Raiano e Sulmona hanno vietato l’irrigazione agricola per garantire il pieno di risorse idriche alle vasche d’accumulo antincendio.

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