SULMONA, PARCHEGGIO DI SANTA CHIARA IN TILT: OLTRE 40 MINUTI PER USCIRE DAL SILOS
Raffica di proteste di residenti e turisti: lunghe code, motori accesi e appuntamenti saltati. Nel mirino la gestione della struttura comunale: Ā«Inconcepibile affidare lāuscita da un parcheggio cosƬ importante a un solo punto di pagamentoĀ»
SULMONA, 19 agosto ā Più di quaranta minuti per riuscire a uscire da un parcheggio. Auto incolonnate, motori accesi, gas di scarico allāinterno del silos e automobilisti esasperati. Ć la mattinata da incubo vissuta oggi da turisti e residenti che avevano scelto di lasciare la propria vettura nel parcheggio coperto di Santa Chiara, una delle strutture che dovrebbero rappresentare il principale punto di riferimento per chi vuole raggiungere il centro storico senza congestionarlo con le auto.
A mandare in tilt il sistema sarebbe stato il malfunzionamento dellāunica cassa utilizzabile per completare le operazioni necessarie allāuscita. Ć bastato il guasto per provocare una lunga coda e trasformare quella che dovrebbe essere una normale operazione di pochi minuti in una snervante attesa.
Numerose le proteste arrivate in redazione da parte degli automobilisti rimasti bloccati. E la rabbia non riguarda soltanto il guasto, che può verificarsi in qualsiasi impianto, quanto lāassenza di un sistema alternativo capace di evitare la paralisi dellāintera struttura.
Ā«Nemmeno in Africa ci sono queste situazioniĀ», protesta duramente un residente che questa mattina aveva scelto di parcheggiare lāauto a Santa Chiara. Ā«Ci invitano a utilizzare il parcheggio coperto e poi accadono queste cose. Quaranta minuti per uscire perchĆ© cāĆØ una sola cassa e quella cassa non funziona. Ć inconcepibileĀ».
Una situazione che ripropone inevitabilmente il problema della gestione e soprattutto del controllo delle strutture comunali. PerchĆ© un parcheggio strategico come quello di Santa Chiara non può diventare una trappola per gli automobilisti nel momento in cui si verifica un singolo malfunzionamento. E soprattutto non può essere lāutente a pagare, in termini di tempo e disagi, lāassenza di soluzioni immediate di emergenza.
«Almeno una cassa automatica per piano potevano prevederla», aggiunge il residente. «Invece, con una sola cassa in tilt, siamo rimasti fermi per più di quaranta minuti, respirando i gas di scarico delle auto e facendo tardi agli appuntamenti, alcuni dei quali sono inevitabilmente saltati».
Il paradosso ĆØ evidente. Da una parte si chiede a residenti e visitatori di lasciare le automobili nei parcheggi e di raggiungere a piedi il centro storico; dallāaltra non sempre si riesce a garantire che quelle stesse infrastrutture funzionino con standard adeguati a una cittĆ che punta con sempre maggiore convinzione sulla propria vocazione turistica.
E in piena estate, quando Sulmona accoglie migliaia di visitatori, episodi del genere diventano anche un pessimo biglietto da visita. Non servono grandi strategie di marketing per capire che lāimmagine di una cittĆ passa prima di tutto dai servizi elementari: parcheggiare, pagare e poter uscire senza restare intrappolati per quasi unāora.
Un guasto può accadere. Quello che non dovrebbe accadere ĆØ che il guasto di una sola cassa sia sufficiente a mettere in ginocchio un intero parcheggio. Ć su questo che il Comune ĆØ chiamato a interrogarsi: sui controlli effettuati, sullāorganizzazione del servizio, sulla presenza di sistemi alternativi e sulla capacitĆ di intervenire rapidamente quando qualcosa non funziona.
PerchĆ© se Santa Chiara deve essere uno degli strumenti per liberare il centro dalle auto e favorire la mobilitĆ pedonale, deve prima di tutto essere affidabile. Altrimenti lāinvito a lasciare la macchina nel silos rischia di trasformarsi, come accaduto questa mattina, in una beffa.


