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SERVIZIO 118: NURSIND TORNA ALL’ATTACCO DELLA ASL

Il sindacato contesta la delibera del 13 agosto e punta il dito contro il direttore generale Paolo Costanzi. Santilli: «Il budget sarebbe passato da 1,8 a 3,4 milioni l’anno». Nel mirino anche il mancato utilizzo della graduatoria con 820 idonei

L’AQUILA, 19 agosto – Il NurSind torna all’attacco della direzione generale della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila sulla gestione del servizio di Emergenza-Urgenza e, in particolare, sull’impiego degli infermieri nelle postazioni del 118. A finire questa volta nel mirino del sindacato è la deliberazione numero 2127 del 13 agosto 2026, con la quale, secondo quanto ricostruito dal segretario provinciale Antonio Santilli, sarebbe stato sensibilmente aumentato il budget riconosciuto alle associazioni di volontariato per garantire la presenza di personale infermieristico sulle ambulanze.

Una presa di posizione durissima, quella del NurSind, che arriva a pochi giorni dalle precedenti contestazioni rivolte ai vertici aziendali sulle difficoltà denunciate dalla Asl nel reperire infermieri da destinare al servizio di emergenza territoriale.

Secondo il sindacato, con il nuovo provvedimento il compenso destinato alle associazioni passerebbe dagli iniziali 4.600 euro mensili a 8.600 euro per ciascun turno di dodici ore.

Il NurSind ha quindi effettuato una propria proiezione dei costi considerando, sostiene Santilli, sette postazioni del 118 con turnazione di dodici ore e altre tredici con servizio sulle ventiquattro ore. In base ai calcoli del sindacato, alla precedente spesa annuale di 1 milione 821 mila 600 euro si aggiungerebbero altri 1 milione 584 mila euro, facendo salire l’importo complessivo a circa 3 milioni 405 mila 600 euro l’anno.

Ed è proprio su queste cifre che si concentra l’affondo nei confronti del direttore generale della Asl, Paolo Costanzi.

«Ci chiediamo dove la Asl aquilana, notoriamente in profondo rosso, abbia rastrellato la cifra di oltre un milione e mezzo di euro da mettere nelle tasche delle associazioni», scrive Santilli, utilizzando toni fortemente polemici e chiedendo soprattutto quali siano le ragioni che avrebbero spinto la direzione aziendale a scegliere questa strada.

Il punto centrale della contestazione, però, è un altro. Il NurSind torna infatti a ricordare l’esistenza di una graduatoria di concorso con 820 candidati risultati idonei, approvata dalla stessa Asl con la deliberazione numero 664 del 17 marzo scorso.

Secondo il sindacato, anziché incrementare le risorse destinate all’esterno, l’azienda avrebbe potuto utilizzare quelle disponibilità economiche per procedere direttamente all’assunzione di personale.

Santilli sostiene che, prendendo come riferimento la retribuzione di un infermiere neoassunto e aggiungendo le relative indennità per il servizio notturno, con le stesse risorse sarebbe possibile assumere oltre cento infermieri a tempo indeterminato.

Una scelta che, sempre secondo il NurSind, permetterebbe non soltanto di coprire le esigenze delle postazioni dell’emergenza territoriale, ma anche di destinare una parte delle nuove unità ai reparti ospedalieri alle prese con la carenza di personale.

«Perché il direttore generale preferisce finanziare soggetti esterni per assoldare infermieri a chiamata diretta piuttosto che rendere disponibili per questo delicatissimo servizio dipendenti assunti mediante regolare concorso pubblico?», domanda il segretario provinciale.

Il sindacato ribadisce inoltre la propria tesi secondo cui il ricorso alle associazioni per l’assunzione degli infermieri sarebbe in contrasto con le direttive regionali. Una questione già sollevata nei giorni scorsi e sulla quale il NurSind chiede risposte sia alla direzione aziendale sia alla Regione.

Nel comunicato non manca infatti una dura stoccata all’assessorato regionale alla Sanità, accusato di essere rimasto in silenzio nonostante, sostiene il sindacato, fosse stato informato della vicenda.

Il NurSind, pur utilizzando espressioni particolarmente severe nei confronti dei vertici aziendali, afferma di non voler avanzare interpretazioni sulle ragioni della scelta e rimette «alla pubblica opinione ogni giudizio».

Resta però aperto il nodo politico e amministrativo sollevato dal sindacato: perché destinare ulteriori risorse alle convenzioni esterne quando esiste una graduatoria pubblica con centinaia di infermieri idonei che potrebbe essere utilizzata per rafforzare direttamente l’organico della Asl?

Una domanda alla quale il NurSind ora attende una risposta dai vertici dell’azienda sanitaria e dalla Regione Abruzzo.

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