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PROTEZIONE CIVILE COMUNALE. PAOLO ROMANO: PASSATA L’EMERGENZA ARRIVA L’AFFIDAMENTO PER UN PIANO DELLE AREE A RISCHIO

di Paolo Romano*Ā 

L’AQUILA – Le emergenze hanno il brutto vizio di mettere a nudo la distanza tra propaganda e realtĆ . Per tutta la durata degli incendi su Roio e Bagno abbiamo sentito il sindaco banalizzare le sue competenze scaricando la responsabilitĆ  della loro gestione solo sulla Protezione Civile regionale. Appare quindi bizzarro scoprire che – una volta rientrata l’emergenza – l’amministrazione senta l’impellente bisogno di fare un affidamento a societĆ  esterna per l’aggiornamento del Piano di Protezione Civile comunale riportando – tra le altre cose – schede tecniche e cartografiche delle aree a rischio incendio, frane e alluvioni di quello che essa stessa definisce ā€œun territorio vasto e complesso, esteso per circa 467km quadratiā€. E appare ancora più bizzarro se si considera che il Servizio di Protezione Civile comunale – che aveva maturato ā€œsul campoā€ nei difficili anni del sisma svariate professionalitĆ  e competenze – sia stato da questa amministrazione progressivamente svuotato fino a renderlo irrilevante. A L’Aquila giĆ  dai tempi del Covid, il COC ( Centro Operativo Comunale) fu soppiantato da una più facilmente manovrabile ā€œUnitĆ  di crisiā€, fino a quando – durante la gestione degli ultimi incendi – si ĆØ deciso di non aprirlo neanche per l’assistenza alla popolazione: un colpo fatale per l’unica struttura comunale prevista ad affrontare le emergenze. C’è anche un altro tema che non può essere nascosto: le convenzioni con le associazioni di Protezione Civile per la gestione delle aree di attesa e di accoglienza sono scadute e si trascinano con le proroghe da anni. Prima quindi di annunciare nuovi modelli sull’emergenza sarebbe forse utile chiedersi quale rapporto il Comune abbia costruito in questi anni con chi dovrebbe poi essere chiamato a renderli operativi: tutti ragionamenti ed equilibri da rispettare che non si comprano da una societĆ  esterna per 70mila euro. L’aggiornamento del piano Piano di Protezione Civile comunale ĆØ comunque, seppur tardivamente, benvenuto ma non va fatto solo come un compitino dovuto: nella sua stesura andrebbe coinvolto il Consiglio comunale in audizione con gli uffici comunali e le associazioni di volontariato, riconoscendo che sono solo loro che conoscono il territorio, i punti critici, gli accessi, le vie di fuga, le difficoltĆ  e i tempi reali di intervento. Non ĆØ una concessione della politica, ĆØ il cuore stesso della pianificazione dell’emergenza. A beneficio di quel che sostengo e per evitare che sia bollato come uno sterile gioco dell’opposizione, cito anche le norme preposte, come l’art. 38, comma 3, del D.Lgs. 1/2018 (Codice della Protezione Civile) che prevede la partecipazione del volontariato organizzato alla predisposizione e attuazione dei piani di protezione civile e la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2021 sugli indirizzi per la predisposizione dei piani che stabilisce espressamente che il volontariato organizzato ā€œprende parte alle attivitĆ  di redazione ed aggiornamento della pianificazioneā€, secondo modalitĆ  concordate. Queste e altre sono le ragioni per le quali ho richiesto giĆ  da un mese una Commissione nella quale ascoltare direttamente le associazioni e gli Uffici per mettere sul tavolo le criticitĆ  della macchina comunale nelle emergenze. La prevenzione e la sicurezza si costruiscono prima delle emergenze. Dopo ĆØ giĆ  troppo tardi.

Consigliere comunale L’Aquila Nuova

Un commento su “PROTEZIONE CIVILE COMUNALE. PAOLO ROMANO: PASSATA L’EMERGENZA ARRIVA L’AFFIDAMENTO PER UN PIANO DELLE AREE A RISCHIO

  • Abbiamo giĆ  avuto abbastanza disastri !!!! Non affidate a nessuno cosa potete fare meglio voi.
    Specialmente lasciate fuori Marsilio e compagnia in quanto incapaci e distruttivi.

    Risposta

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