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ABRUZZO INSIEME. INCENDI: MARSILIO SI E’ FINALMENTE PIEGATO ALLA REALTA’, PIU’ PERSONALE DI P.C. E MEZZI OPERATIVI

L’AQUILA – L’annuncio del presidente Marsilio sul rafforzamento della Protezione civile regionale, con 17 nuove unitĆ  di personale e ulteriori risorse economiche, rappresenta un primo passo importante e va nella direzione indicata da Abruzzo Insieme da tempo. Da mesi segnaliamo che il sistema ĆØ sottoposto a una pressione crescente e necessita di più personale, una migliore organizzazione e maggiore capacitĆ  operativa. L’intervento annunciato, tuttavia, non ĆØ risolutivo. Dal gennaio 2025 sono uscite 21 persone e la scopertura complessiva si avvicina alle 40 unitĆ . Le nuove assunzioni sono quindi positive, ma parziali. Serve una programmazione più ampia. Il problema non ĆØ soltanto numerico. Riguarda soprattutto l’organizzazione e la catena di comando. Da tempo Abruzzo Insieme chiede una riorganizzazione complessiva dell’Agenzia regionale di Protezione civile, a partire dal personale, dai settori strategici, dalla sala operativa e dalle responsabilitĆ  gestionali. In questo quadro risultano particolarmente significative due scoperture. Da circa due anni, dopo l’uscita del precedente dirigente, ĆØ vacante la figura del dirigente del Servizio Emergenza.

Una carenza che incide sul funzionamento della sala operativa e sul coordinamento delle attivitĆ . La sala operativa ĆØ il cuore del sistema e deve garantire il raccordo di informazioni, risorse, interventi e volontariato. Altrettanto rilevante ĆØ la situazione dell’Ufficio Colonna Mobile, vacante da oltre un anno dopo il pensionamento del professionista che ricopriva l’incarico.

Una funzione strategica per la risposta alle emergenze necessita di una responsabilitĆ  organizzativa stabile. Le due scoperture dimostrano che non basta aumentare il numero degli addetti. Servono professionalitĆ  adeguate, responsabilitĆ  chiare, figure di comando individuate e una struttura pienamente funzionante. La campagna AIB di quest’anno conferma le criticitĆ  giĆ  segnalate. I dati disponibili mostrano un andamento significativo degli incendi, con una superficie bruciata che in un solo mese ha raggiunto livelli comparabili all’intera stagione precedente. Nelle ultime ore, a Bisegna, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e nell’area di Roccacasale-Corfinio si sono registrati interventi complessi, con mezzi aerei, squadre a terra e presidi prolungati. A Roccacasale si sono verificati problemi tecnici che hanno interessato i Canadair inizialmente assegnati e l’elicottero Cochise. Squadre a terra e volontari hanno comunque garantito la continuitĆ  degli interventi. In questo contesto assume un significato politico particolare la presenza diretta del presidente Marsilio sul Monte Morrone, dove ha assunto personalmente il coordinamento del vertice operativo sull’incendio, seguendo le operazioni e disponendo l’impiego delle risorse regionali e nazionali. La presenza del presidente sul campo ĆØ certamente un segnale di attenzione e responsabilitĆ  istituzionale. Ma pone anche una questione politica. In questi anni non si era mai visto il presidente della Regione scendere direttamente sul campo, indossare la divisa e assumere in prima persona il coordinamento di un’attivitĆ  operativa di Protezione civile. Se il presidente ha sentito oggi la necessitĆ  di assumere direttamente il coordinamento dell’emergenza, significa che ha percepito la necessitĆ  di intervenire su una macchina organizzativa e una catena di comando che mostrano evidenti difficoltĆ .

ƈ, nei fatti, una sorta di commissariamento della catena di comando operativa, che rende ancora più evidente il problema sollevato da Abruzzo Insieme da tempo. Il presidente ha scelto di metterci la faccia e di assumere direttamente la responsabilitĆ  dell’emergenza. ƈ un atto che riconosciamo. Ma rende ancora più evidente che il problema organizzativo esiste.

Una Protezione civile efficiente deve avere strutture, dirigenti e responsabilitĆ  chiaramente individuati. Il presidente deve poter svolgere pienamente il proprio ruolo politico e istituzionale senza dover supplire alle carenze della gestione operativa. Il fatto che oggi Marsilio sia dovuto scendere direttamente sul campo rende quindi ancora più urgente intervenire sulle funzioni strategiche scoperte, a partire dal Servizio Emergenza e dall’Ufficio Colonna Mobile, e garantire una sala operativa pienamente funzionante. E proprio perchĆ© oggi il presidente ha scelto di intervenire direttamente, riteniamo doveroso un atto di responsabilitĆ  politica da parte di Marsilio.

A partire dal riconoscimento di una sottovalutazione del problema che Abruzzo Insieme ha segnalato da tempo e della necessitĆ  di rafforzare la convenzione AIB 2026, aumentando le risorse destinate al personale e ai mezzi per lo spegnimento degli incendi. Di fronte alla pressione che il sistema sta affrontando, quella scelta appare ancora più difficile da comprendere. Rafforzare il dispositivo antincendio prima dell’emergenza avrebbe significato mettere a disposizione più uomini e più mezzi, programmando e prevenendo anzichĆ© intervenire quando gli incendi sono giĆ  in corso. Anche il volontariato, risorsa essenziale del sistema, deve essere adeguatamente coordinato, tutelato e sostenuto, evitando i ritardi nel riconoscimento e nel pagamento delle attivitĆ  svolte. Lo stesso vale per la tecnologia. Le termocamere possono essere utili, ma non costituiscono da sole una risposta strutturale. Servono strumenti integrati, compreso il monitoraggio satellitare, ma soprattutto personale sufficiente, coordinamento e una sala operativa efficiente. Per Abruzzo Insieme, le 17 nuove unitĆ  sono dunque un primo passo positivo, ma non il punto di arrivo. Il rafforzamento dell’organico deve essere accompagnato dalla copertura delle figure strategiche e dirigenziali vacanti, dalla riorganizzazione dell’Agenzia, dal pieno funzionamento della sala operativa e dell’Ufficio Colonna Mobile e da una catena di comando chiara ed efficace.

La Protezione civile non può essere governata soltanto durante l’emergenza. Servono programmazione, prevenzione, continuitĆ  e una struttura adeguata alle esigenze di un territorio che ogni estate affronta situazioni complesse.

Le 17 nuove unitĆ  vanno nella direzione giusta, ma rappresentano soltanto l’avvio di un percorso che deve essere completato. La vera capacitĆ  di affrontare le emergenze si misura nella qualitĆ  dell’organizzazione, nelle professionalitĆ  disponibili e nella chiarezza delle responsabilitĆ .

2 commenti riguardo “ABRUZZO INSIEME. INCENDI: MARSILIO SI E’ FINALMENTE PIEGATO ALLA REALTA’, PIU’ PERSONALE DI P.C. E MEZZI OPERATIVI

  • VINCERE SI PUO'

    “Cari tutti”,
    diciamola tutta e per bene !
    L’AI sta cambiando la prevenzione degli incendi su 3 livelli: prevedere dove succederĆ , vedere l’incendio quando ĆØ ancora di pochi metri, e prevedere come si muoverĆ .

    Ecco come funziona in pratica, anche in Italia:

    1. Rilevamento precoce automatico
    ƈ l’uso più maturo. Non più vedette umane, ma telecamere e sensori con AI che riconoscono il fumo.

    – Torri intelligenti INWIT:
    in Italia hanno messo su 3 torri a Castelporziano e poi in Abruzzo – Lecceta di Torino di Sangro, Bosco Don Venanzio a Pollutri (CH) e Civitella Roveto (AQ): una telecamera smart collegata a un gateway dotato di intelligenza artificiale in grado di individuare tempestivamente principi di incendio, riconoscendo i pennacchi di fumo e inviando un allarme immediato.
    Il raggio ĆØ di 2-5 km e l’AI distingue anche il fumo dei camini da quello di un rogo.
    – Droni autonomi (un esempio quello della Calabria: 40 droni pilotati ora, con un nuovo progetto da 5 milioni per 50 stazioni automatiche di decollo e ricarica. I droni voleranno in modo automatico con sensori termici e analisi automatizzate tramite intelligenza artificiale per una sorveglianza continua.
    – Satelliti + AI di Google:
    “modello addestrato” su immagini satellitari che traccia i confini del fuoco in tempo reale, validato con le tracce lasciate dagli incendi passati.
    Attivo in Italia dal 2023 e ora usato per gli alert su Maps e Ricerca.

    2. Mappe di rischio predittive
    Qui l’AI non guarda il fumo, ma incrocia tutto il resto: serie storiche di incendi, umiditĆ  del suolo, stato della vegetazione da satellite, vento, temperatura, pendenza.
    I dati cosƬ raccolti vengono incrociati con informazioni meteo e cartografiche per costruire mappe di rischio dinamiche, aggiornate al variare delle condizioni.
    I “modelli di machine learning” individuano le zone più vulnerabili prima_che ci sia un innesco.
    È fondamentale perché il 2025 è stato un anno nero: 965 km² bruciati in Italia, quasi il doppio del 2024, con il 48% in boschi veri e oltre il 30% dentro aree protette.

    3. Modellazione e supporto alle decisioni
    Una volta partito il fuoco, l’AI simula la propagazione.
    – OFIDIAPlus (Italia-Grecia, coordinato dal CMCC): integra reti di sensori, telecamere intelligenti, droni e modelli basati su AI per migliorare la rilevazione e prevederne la propagazione in diverse condizioni meteo.
    Ha un Decision Support System per Protezione Civile e Vigili del Fuoco.
    – TEMA: un progetto UE testato in Sardegna nel 2025, piattaforma che integra “modellistica avanzata”, dati satellitari, droni e social media per il coordinamento operativo.
    – FIRE-SCENE: modelli predittivi con AI per bollettini localizzati e algoritmi per evacuazione assistita con droni che localizzano le persone in tempo reale.

    Tutto questo ĆØ entrato nella nuova strategia UE contro gli incendi di marzo 2026, che dopo la peggiore stagione mai registrata nel 2025 punta esplicitamente su “sistemi di allerta precoce” basati su dati satellitari e intelligenza artificiale.

    Per zone come il Teramano, ad esempio, il limite oggi non ĆØ l’algoritmo, ĆØ la connettivitĆ  e la manutenzione: servono torri alte, alimentazione, pulizia dei dati locali (falsi allarmi da foschie, polveri agricole).
    Il modello più replicabile sembra proprio quello INWIT + IoT perchĆ© usa infrastrutture giĆ  esistenti nell’84% dei comuni.

    Mi auguro di parlarne quanto prima sia con il Sindaco Luca Tirabassi che con il concittadino Direttore Regionale PC Maurizio Scelli, per i quali nutro stima.

    Sono molte le competenze professionali disponibili in Abruzzo e una salutare collaborazione in un Comitato Permanente allargato potrebbe generare frutti sicuri.
    Veri “cervelli” con vari livelli di specializzazione accademica presenti in INIVAQ e UNIPE, con cui ho spesso occasione di confrontarmi, giĆ  scalpitano all’idea, non di oggi…..
    Un passo indietro, dunque, della politica ed uno in favore dell’unitĆ  di pensiero, capacitĆ  e positivi intenti della ComunitĆ  civile abruzzese.
    Alle Istituzioni e alla politica la richiesta d’impegno a favorire queste soluzioni e reperire tutte le necessarie fonti finanziarie per opportni investimenti.
    Oggi un costo, domani un netto ricavo !.

    F.to Giancarlo D’Alessandro
    Senior Security Manager

    Risposta

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