IL FUOCO DELLA PACE CONTRO IL FLAGELLO DEI ROGHI: SULMONA ACCOGLIE LA FIAMMA DI CELESTINO

Sotto il cielo di una Valle Peligna stretta tra il senso di comunità e la preoccupazione per i roghi che lambiscono i territori vicini, la fiamma di Pietro da Morrone torna a illuminare le pietre e la storia di Sulmona. È entrata nel cuore pulsante della città la quarantasettesima edizione del Fuoco del Morrone, il cammino di fede e memoria che ripercorre l’itinerario spirituale di Celestino V verso L’Aquila. Dopo l’avvio sobrio e raccolto di domenica all’Eremo di Sant’Onofrio, segnato dalla cautela per l’emergenza incendi, la giornata di ieri ha visto la fiaccola attraversare i luoghi simbolo del centro storico sulmonese, custodita dai volontari dell’associazione Celestiniana e portata a mano da Roberto Gentile.

I riti si sono aperti nell’atmosfera della cattedrale di San Panfilo. Lì, davanti alla comunità e al parroco don Joseph Mazola Ayinapa, è stata accesa la tradizionale lucerna del Cammino del Perdono ed è avvenuta la firma della pergamena che accompagna i podisti e i fedeli lungo l’intero tragitto. Subito dopo, il corteo si è snodato lungo le vie cittadine, facendo una sosta carica di significato al monumento intitolato al Papa eremita, prima di raggiungere il colpo d’occhio della Rotonda di San Francesco della Scarpa. In questo scenario si è svolto il momento culminante della tappa, con l’accensione del tripode e la sottoscrizione della pergamena da parte del sindaco, Luca Tirabassi.

A introdurre la cerimonia è stato Giulio Mastrogiuseppe, presidente dell’associazione Celestiniana, il quale ha evidenziato come parlare di fuoco in ore segnate dall’angoscia per gli incendi boschivi richieda una profonda riflessione spirituale. La fiamma celestiniana possiede infatti un valore diametralmente opposto a quello dei roghi devastanti: è un simbolo di salvezza, amicizia e coesione tra popoli. Nel suo intervento, Mastrogiuseppe ha richiamato l’eredità di padre Quirino Salomone, sottolineando come l’insegnamento di Celestino V ricordi che la politica e l’amministrazione devono essere intese unicamente come servizio morale verso la collettività e mai come esercizio di potere personale. In quest’ottica, la rinuncia al pontificato del 1294 rappresentò la scelta coraggiosa di non farsi corrompere.

L’importanza dell’evento e la vicinanza tra i territori sono state ribadite anche dalla delegazione del capoluogo abruzzese. Il consigliere comunale dell’Aquila Fabio Frullo ha espresso il profondo legame che unisce le due città, evidenziando come il Fuoco del Morrone sia un tramite fondamentale per rinnovare valori imprescindibili quali la fratellanza, il rispetto reciproco e la resilienza di fronte alle avversità. Sulmona si conferma così uno degli snodi centrali dell’intero cammino, virtù del profondo radicamento storico e spirituale del Papa eremita in queste terre.
Un pensiero di forte solidarietà verso i comuni colpiti dalle fiamme è giunto dal sindaco Tirabassi, che ha espresso apprezzamento per il rispetto e la sensibilità mostrati dagli organizzatori nelle tappe di Bagnaturo e dell’Abbazia. Il primo cittadino ha sottolineato l’attualità straordinaria del messaggio celestiniano, un richiamo costante alla meditazione, alla pace e al coraggio. Tirabassi ha inoltre espresso la propria gratitudine ai volontari che da quasi mezzo secolo mantengono viva questa tradizione, capace di unire idealmente le diverse comunità locali lungo un unico percorso di riconciliazione.

A tracciare il bilancio di un’iniziativa che ha travalicato i confini regionali è stato infine Floro Panti, presidente del Comitato Festa della Perdonanza Celestiniana Unesco. Panti ha ricordato con orgoglio i quarantasette anni di cammino compiuti finora, un impegno costante che ha portato al prestigioso riconoscimento del Fuoco e del Corteo della Bolla quali beni immateriali dell’Umanità. Quest’anno la manifestazione assume un valore ancora più rilevante, inserendosi a pieno titolo nell’ambito delle celebrazioni per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. L’arrivo della fiaccola è previsto per domenica 23 agosto a Collemaggio, dove l’evento beneficerà anche di una vetrina televisiva su Rai 1.

Con la lettura formale del testo della pergamena, che in questi giorni raccoglierà le adesioni di sindaci e parroci della Valle Subequana e della Valle Aterno, si è conclusa la parentesi sulmonese. Il viaggio del Fuoco del Morrone riprende ora la sua marcia: in serata la fiaccola farà il suo ingresso a Pratola Peligna, dove ad attenderla ci sarà la sindaca Antonella Di Nino con la cittadinanza, per un altro momento di condivisione verso il traguardo aquilano.










