PER UNA RINNOVATA DIMENSIONE UMANA
di Massimo Di Paolo
Incassi da record, fiumi di parole, di analisi e commenti, per due film che reggono il botteghino e nutrono la critica cinematografica, prima dell’apertura settembrina dei Festival del Cinema. Odissea di Christopher Nolan, e Spider-Man: Brand New Day, diretto da Destin Daniel Cretton. Due scatole magiche, diversamente attraenti per età, sesso, cultura e gusti; ma che per tecniche di ripresa, effetti speciali, montaggio, musiche e drammatizzazione, lasciano tutti sbigottiti tra sorpresa e immersione emotiva di ritorno. Un po’ meno per recitazione e per qualche scelta nella rappresentazione narrativa. Cast di attori straordinari che facilitano quei processi di transfert che fanno del cinema, una gigantesca ed elaborata seduta psicoanalitica. È vero, quello che sta avvenendo nel mondo, ne ha facilitato il successo di critica e di pubblico, e le due saghe, dedicate alla figura dei nuovi eroi dai sentimenti umani, trovano significati e motivi nello spettro che si aggira per l’America, vaga nel mondo senza saltare l’Europa, fino ad arrivare all’Italia di Vannacci. Dell’omonimo poema omerico in “The Odyssey” alla fine resta ben poco, se non una narrazione-trama che riporta alle origini del racconto. Cambiano invece i significati e la forza delle dimensioni psicologiche che indeboliscono gli dei e il fato rendendo Ulisse, interpretato da Matt Damon, maledettamente umano, navigatore prima dei suoi dubbi che delle forze marine. La dimensione umana il cuore della narrazione. Un umano, sano e fecondo perché fragile, che fa i conti con i bisogni dell’altro di cui si fa carico, che ri-chiede protezione, responsabilità, scelte e decisioni. Senza margini di giustificazione e perdono. Come nell’uomo moderno che decide di portare la ‘croce’ della responsabilità e della decisione: in una comunità, un’azienda, una scuola, uno Stato e che non sarà mai perdonato o giustificato dinanzi al fallimento o all’errore, da nessuna di quelle persone, amici e non, che hanno osservato inerti il suo decidere.

Atena, interpretata dalla splendida Zendaya, siede accanto a Ulisse, paziente sul lettino freudiano in seduta permanente, e gli riverbera il trauma, il senso di colpa, struttura visibile, oltre che immaginifica della sua coscienza. Ricca la filigrana di significati e di simboli che in ‘Odissea’, vanno oltre la bravura degli attori, diventando l’ossatura portante del film. Non a tutti accessibili nella stessa maniera. Viene in mente un bellissimo libro nel 1979 di Aldo Carotenuto, psicanalista Junghiano, che diceva “La scala che scende nell’acqua. Storia di una terapia analitica”. Ognuno per conoscere sé stesso, scende i gradini che può scendere.
Gradini, per materiale psicologico e dinamiche introspettive,diversi quelli rintracciabili nelle fatiche di Peter Parker nell’ultimo “Spider-Man: Brand New Day”. Ma sempre di una discesa si narra; verso l’oscurità che sempre ammanta le dimensioni nascoste di ogni personalità, dall’uomo comune fino all’eroe che la Marvel Cinematic, ripropone con un nuovo capitolo dedicato all’uomo ragno. Un personaggio di un fumetto e la figura che si materializza da un’opera letteraria grandiosa, Spider-Man e Ulisse, insieme rivisitati per un archetipo che recita facce diverse dell’uomo moderno. Potrebbe far storcere il naso ai puristi, ai radical chic, a chi abbisogna di un proprio personale recinto culturale non condivisibile. Di fatto, si declinano in entrambi i copioni, identità in trasformazione, nascoste ai più, che maturano, evolvono, crescendo fino a raggiungere la maturità. In modo più palese in Peter Parker ancorato al dilemma del “chi sono io”.
Insomma, non supereroi al cento per cento, ma eroi di cui, oggi, abbiamo bisogno. Non vendicativi, non egocentrici, non nazionalisti, non sanguinari, ma capaci di diffondere e condividere modelli morali nuovi e stabili, in un sistema di incertezze e conflitti, di barriere e diversità.
Due film iperbolici nella forma; uguali nell’uso straripante di tecnologia; invasivi per un marketing quasi irrispettoso. Ma ricchi entrambi di quella umanità che il mondo reale ha smarrito, e che faticosamente, gli eroi della porta accanto, cercano con fatica di incontrare nuovamente, ogni giorno.



