NON C’È PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE!
di Gianvincenzo D’Andrea
Come era da attendersi, la Get Energy, l’azienda che vuole realizzare nella Valle Peligna un impianto per bruciare decine di migliaia di tonnellate di rifiuti (ogni anno!) e sulla cui fattibilità anche la Regione Abruzzo ha espresso dubbi e riserve, è tornata alla carica.
È notizia di questi giorni che, al posto del progetto originario, ne sia stato presentato un altro che prevede una riduzione della quantità di rifiuti da trattare e qualche modifica tecnologica nell’impianto, ma la sostanza non cambia: la Get Energy vuole smaltire (per combustione) nel territorio del Centro Abruzzo una gran quantità di rifiuti, con pesanti ripercussioni sulla salubrità ambientale e sulla salute dei residenti.
Sull’incompatibilità di un impianto di tal genere con il territorio peligno (che presenta particolari caratteristiche geografiche e meteoclimatiche), io, ma anche numerosi tecnici e rappresentanti di associazioni ambientaliste, abbiamo già detto e scritto.
Troppi sono i fattori non controllabili durante il processo di incenerimento e le incognite che possono portare l’impianto a riversare nell’aria e nell’ambiente numerose sostanze tossiche a concentrazioni nocive e pericolose per la salute umana.
I medici e gli esperti ambientali, valutando attentamente le caratteristiche del megainceneritore che si vorrebbe attivare, hanno snocciolato tutta una serie di dati scientifici che obbligano a prevederne l’allocazione in altra sede regionale.
Ma la Get Energy fa finta di non capire e, alle obiezioni sollevate (che restano sostanzialmente immutate), risponde presentando un nuovo progetto che, seppur ridimensionato, ricalca sostanzialmente quello presentato in precedenza.
A questo punto è lecito chiedersi: chi o cosa fa ritenere alla Get Energy che l’impianto possa essere comunque realizzato solamente nella Valle Peligna?
Personalmente ho qualche idea e vorrei condividerla pubblicamente.
La prima è data sicuramente dall’atteggiamento, invero remissivo e disinteressato, di gran parte della popolazione di Sulmona e dell’intero comprensorio che, di fronte alla minaccia (perché di questo si tratta) di dover convivere in futuro con un impianto insalubre e pericoloso, non è stata capace di manifestare in modo energico il proprio rifiuto verso un’opera che arrecherebbe solo danni all’economia e, soprattutto, alla salute dei residenti.
La seconda, invece (e forse più preoccupante!), è rappresentata dall’assenza di una posizione chiara e decisa dei rappresentanti istituzionali del territorio che, sino ad oggi, non sono stati capaci di trasformare le obiezioni alla realizzazione del progetto, formulate sul piano scientifico dagli esperti, in decisioni politiche chiaramente ostative.
Non c’è dubbio, pertanto, che, nello scenario appena illustrato, l’azienda che vuole realizzare in Valle Peligna un grande impianto per bruciare rifiuti (che non è stato accettato in nessun’altra parte del territorio regionale!) abbia maturato la convinzione che, alla fine, l’obiettivo perseguito sarebbe stato raggiunto.
Un obiettivo che di certo garantirebbe prevedibili e consistenti guadagni alla Get Energy, ma scaricherebbe sull’intera comunità peligna i costi e, soprattutto, i danni di un’attività notevolmente inquinante e dal forte impatto ambientale.
A questo punto, dunque, se non si realizza subito una forte alleanza fra i cittadini della Valle Peligna e i rappresentanti istituzionali del territorio (soprattutto regionali), con l’intento comune di bloccare il progetto della Get Energy per preservare la salute dei residenti in Valle Peligna (soprattutto delle generazioni future), la richiesta autorizzativa dell’impianto di incenerimento dei rifiuti potrebbe avere un esito favorevole.
E allora nessuno, soprattutto chi ha ruoli istituzionali e politici, potrà affermare di non essere responsabile di una catastrofe ambientale a lungo annunciata.



… questa cosa non s’ha da fare né ora né mai… e non si FARÀ, che si rassegnassero tutti… ma proprio tutti, compreso qualche indigeno…
Bravo il Dottor D’ANDREA,
che non indietreggia di 1 cm su questa vicenda alluccinante.
Certo, e’ auspIcabile una presa di coscienza piu’ autorevole,ma resta il dato di fatto,che apparentemente tutto si puo’ fare a SULMONA.
JAMM MO’.
In varie sedute pubbliche, la prima presente anche il sindaco di Pratola e alcuni consiglieri del Comune di Sulmona, la popolazione a tutela della salute e del territorio, ha già detto no!
Solo successivamente i politici regionali hanno espresso il loro diniego.
Ci attendiamo una ulteriore bocciatura del progetto inquinante, una presa di posizione netta e contraria da parte di Senatori della Repubblica, vice presidenti, consiglieri regionali e comunali oltre che dai Sindaci di tutta la valle Peligna, perché l’inquinamento riguarderà tutta la valle.
Quindi ora tocca ai politici e vedremo di che stoffa sono fatti.
Cara Sulmona, avendo votato i presenti rappresentanti e amministratori, non avete che soffrire e digerire.
Non capisco quanti di voi vi siate resi conto della centrale Snam e dello stato della discarica Cogesa ma non c’è più speranza ormai.
Tanto è deciso e discusso ma niente di ragionevole è stato proposto o immaginato.
C’è chiaramente la longa manus di qualcuno dietro, magari interessato a “pilotare “ 10 miseri posti di lavoro. Mi permetto di scrivere “miseri” perché la salute non ha prezzo. Cogesa docet.