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GIOVANNI CAVALLARI SU EMERGENZA CARCERI: A CASTROGNO ABBIAMO VISTO IL COLLASSO, ORA GOVERNO DIA SEGUITO AGLI ANNUNCI

TERAMO – Il capogruppo di Abruzzo Insieme dopo la visita con la Camera Penale: ā€œ461 detenuti per 250 posti. Il Governo parla di misure alternative per migliaia di persone, ma senza risorse
anche le buone intenzioni restano sulla cartaā€.
ā€œIl sopralluogo effettuato a Castrogno insieme agli avvocati della Camera
Penale di Teramo ci ha consegnato una realtà che non può più essere ignorata: un
carcere sovraffollato, personale insufficiente e condizioni che rendono sempre più difficile
garantire sicurezza, dignitĆ  e funzione rieducativa della penaā€.
A dirlo ĆØ Giovanni Cavallari, capogruppo regionale di Abruzzo Insieme, dopo la visita
effettuata nei giorni scorsi all’interno della casa circondariale teramana.
ā€œVoglio innanzitutto ringraziare la Camera Penale di Teramo per l’invito e, in particolare,
l’avvocato Gennaro Lettieri, per aver promosso questo momento di confronto e averci
consentito di conoscere direttamente una realtĆ  che troppo spesso rimane lontana dal
dibattito politicoā€.
ā€œI numeri parlano da soli: 461 detenuti a fronte di una capienza di 250 posti, ai quali si
aggiunge una grave carenza di organico nella Polizia Penitenziaria. Ma quello che
abbiamo visto non ĆØ soltanto un problema di Castrogno: ĆØ la fotografia di una crisi del
sistema penitenziario italiano che la politica non può più limitarsi a registrareā€.
Ed ĆØ proprio su questo punto che, secondo Cavallari, occorre guardare alle recenti
iniziative del Governo.
ā€œIl ministro Nordio ha proposto misure alternative per una platea potenziale di migliaia di
detenuti, con l’obiettivo di ridurre il sovraffollamento. ƈ una strada che può essere utile. Ma
dopo quello che abbiamo visto a Castrogno la domanda ĆØ inevitabile: dove sono le
strutture? Dove sono le risorse? Chi garantisce i percorsi sanitari, assistenziali e di
reinserimento?ā€
ā€œPerchĆ© se si vuole spostare una parte della risposta dal carcere alle strutture territoriali,
bisogna metterle nelle condizioni di funzionare. Altrimenti rischiamo l’ennesimo paradosso:
si annuncia una soluzione, ma non si finanziano le condizioni per realizzarlaā€.
Per Cavallari, ĆØ questa la contraddizione politica alla quale il Governo deve rispondere.
ā€œDa una parte si annunciano misure capaci di alleggerire il sovraffollamento; dall’altra,
senza adeguate risorse, il rischio ĆØ che tutto rimanga sulla carta. Nel frattempo Castrogno
continua a essere sovraffollato e il personale continua a lavorare in condizioni
difficilissimeā€.
ā€œNon ĆØ una polemica ideologica – precisa il capogruppo di Abruzzo Insieme –. ƈ ciò che
abbiamo verificato sul campo insieme alla Camera Penale. Per questo la politica deve

partire dalla realtĆ  e non dagli annunci: prima di promettere migliaia di posti nelle strutture alternative, bisogna creare le condizioni perchĆ© quei posti esistano davveroā€. Cavallari chiede quindi che la Regione Abruzzo non rimanga estranea alla discussione.

ā€œIl tema delle carceri non riguarda soltanto il Ministero della Giustizia. SanitĆ  penitenziaria, dipendenze, salute mentale, formazione, lavoro e reinserimento coinvolgono direttamente anche i servizi territoriali.

La Regione, quindi, ha una responsabilitĆ  precisa e deve fare la propria parteā€.

ā€œPer questo ritengo necessario aprire un confronto serio sul sistema penitenziario abruzzese, partendo da quanto emerso a Castrogno.

Non possiamo aspettare ogni volta che l’emergenza esploda per poi limitarci a denunciarlaā€.

ā€œIl sopralluogo con la Camera Penale – conclude Cavallari – ci ha ricordato che dietro i numeri ci sono persone, agenti, operatori, avvocati e famiglie.

461 detenuti per 250 posti non sono un numero: sono il fallimento di un sistema che non può più essere governato con gli annunci.

Al Governo chiediamo risposte, risorse e tempi certi. PerchĆ© sulla sicurezza e sulla dignitĆ  delle persone non si può più rimandareā€.

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