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COPPITO E LA MADONNINA DECAPITATA A MURATA GIGOTTI. VIOLATO CON SPREGIO IL SIMBOLO DELL’AMORE UNIVERSALE

di Giosafat CapulliĀ 

L’AQUILA – Non deve succedere che qualche “scappato di casa”, marcio dentro l’anima, offenda e devasti simboli religiosi, panchine, giochi, o altro bene comune. Non deve succedere. La statua della Madonnina decapitata nel Parco di Murata Gigotti, che qualcuno con amore aveva posizionato su un ciocco di pino secco, non era solo un simbolo sacro. No! Era anche altro, molto altro. Era un simbolo di amore materno, di rispetto, di speranza, di pace, di serenitĆ , di uno sprone verso l’amore universale che non divide l’umanitĆ  per nazionalitĆ , colore della pelle o credo religioso. La Madonna ĆØ venerata anche dall’Islam, come lo stesso figlio, Gesù, definito Profeta dal Corano. Non un oggetto simbolico qualsiasi, quindi. E posizionata in quell’oasi di verde e di ristoro che ĆØ il Parco di Murata Gigotti, rendeva tutto più dolce e delicato. Chi ha effettuato quel gesto infame, ha offeso non solo gli abitanti di Coppito, ma l’intera filosofia dell’Amore verso l’umanitĆ . La Madonna non ĆØ un simbolo divisivo, ma di unione; non ĆØ un simbolo di potere, ma di grazia; non ĆØ un simbolo che si possa utilizzare contro qualcuno, ma con qualcuno. Da coppitano mi sento violato intimamente. Bisogna dotare quel parco di telecamere. Bisogna che i responsabili di quell’atto spregevole e volgare vengano individuati e puniti.

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