PIERPAOLO PIETRUCCI SUL CENTENARIO DEL GRAN SASSO: UN’ALTRA STAGIONE PERSA, DEL BIVACCO BAFILE NEANCHE L’OMBRA
L’AQUILA – Ieri, sul Gran Sasso, abbiamo raccolto ancora una volta le lamentele e il rammarico di tanti escursionisti, frequentatori e turisti che, arrivati in montagna, hanno dovuto constatare la persistente interdizione della via ferrata del Centenario a distanza di anni.
Sono stati fatti annunci, proclami, riunioni e promesse. Ma anche il 2026 ĆØ ormai passato e, ancora una volta, il problema non ĆØ stato risolto.
Eppure, per rimuovere le cause che determinano lāinterdizione del Centenario, sarebbero necessarie risorse tutto sommato modeste, nellāordine di qualche migliaio di euro. Non si tratta quindi di unāopera impossibile da realizzare, ma della scelta politica di intervenire e dare finalmente una risposta concreta e fattiva a chi vive, frequenta e promuove il Gran Sasso.
Ancora più incomprensibile è il mancato reperimento delle risorse necessarie, circa 200 mila euro, per
completare il sistema ferrato dellāintero Gran Sasso, un progetto che noi del centrosinistra, durante la
decima legislatura regionale, abbiamo realizzato investendo 2,5 milioni di euro circa.
Quelle risorse possono essere trovate nelle pieghe del bilancio regionale. Tanto più alla luce delle
numerose variazioni e dei cosiddetti provvedimenti āomnibusā che la maggioranza si appresta ad
approvare. Se cāĆØ la volontĆ politica, le risorse si possono trovare.
Parallelamente resta al palo anche la realizzazione del nuovo Bivacco Andrea Bafile, una struttura
indispensabile per garantire un accesso più sicuro al Corno Grande e che negli anni ha rappresentato
un importante elemento di ricovero e attrattivitĆ per il Gran Sasso.
Per non parlare della vergognosa situazione che da anni si registra sul versante di Prati di Tivo per la
gestione dellāovovia che riaprirĆ dal 14 agosto per pochissime settimane penalizzando gli operatori del
posto e mortificando le famiglie di turisti a cui per tutto questo tempo ĆØ stato di fatto impedito di salire
in quota.
Il problema, dunque, non ĆØ la mancanza di idee o di progetti. Il problema ĆØ che dalla destra alla guida
della Regione continuano ad arrivare proclami, annunci e promesse, mentre sul terreno delle opere
concrete troppo spesso non cambia nulla.
Il Gran Sasso non può vivere di annunci.
Gli operatori turistici, gli escursionisti, le guide, gli appassionati e tutti coloro che frequentano la nostra
montagna meritano risposte, tempi certi e interventi concreti.
Anche questāanno aspettiamo il prossimo anno.
Ma una montagna non può essere amministrata rimandando continuamente al futuro ciò che potrebbe
e dovrebbe essere fatto oggi.
Tutti i sistemi turistici di qualitĆ sono fondati sulla sinergia tra istituzioni: Regioni, Parchi, Comuni,
associazioni ambientaliste e dei produttori, CAI, operatori turistici.
Risorse, programmazione e coordinamento: ĆØ questa l’unica vera strategia da mettere in campo.
*Consigliere regionale Pd



