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INCENDIO SUL MONTE MORRONE: LA BATTAGLIA CAMBIA TATTICA, FLOTTA AEREA E SQUADRE A TERRA A PROTEZIONE DEI SITI SENSIBILI

La battaglia sul Monte Morrone si sposta sui fianchi della montagna e cambia strategia. Dopo una notte scandita dal bagliore delle fiamme e alimentata dal vento constante, le operazioni di contenimento e spegnimento dell’incendio entrano in una fase decisiva, con un riassetto tattico volto a proteggere le aree più sensibili del territorio.

Dalle prime luci dell’alba, il cielo sopra Roccacasale ĆØ tornato a popolarsi di mezzi di soccorso. Due Canadair e un elicottero stanno effettuando lanci continui nei punti più impervi del fronte di fuoco. Nelle prossime ore, per dare maggiore incisivitĆ  alle operazioni di bonifica dall’alto, tornerĆ  in azione anche il potente idrovolante elicottero Eriksonn.

Parallelamente, a terra si sta consumando uno sforzo corale e coordinato. Decine di uomini e donne dell’Esercito, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile stanno penetrando la vegetazione per creare solchi di contenimento e spegnere i focolai residui, impedendo al vento di riaccendere la vegetazione secca.

Sebbene il fronte principale sia tuttora distante dal centro abitato e non si registrino pericoli imminenti per la popolazione, l’attenzione del centro operativo rimane altissima su due obiettivi chiave: il colle del Beato Mariano sopra Roccacasale ed il centro visita del lupo di Popoli Terme.

In entrambi i siti la situazione ĆØ costantemente monitorata a scopo precauzionale. Le squadre di soccorso mantengono un presidio preventivo per intercettare qualsiasi eventuale cambio improvviso di traiettoria delle fiamme.

Le operazioni proseguiranno senza sosta per tutta la giornata, con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’intero versante prima di un eventuale rinforzo dei venti pomeridiani.

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