RAID VANDALICI TRA CAMPO DI GIOVE E CANSANO: LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA
Altri due casi nella notte a Cansano dopo le gomme tagliate a Campo di Giove. I carabinieri passano al setaccio le telecamere. Tra le piste anche quella dell’emulazione
SULMONA. Da Campo di Giove a Cansano, la scia dei pneumatici squarciati si allunga e porta a quattordici il numero delle automobili finite nel mirino dei vandali. Un raid che non sembra più circoscritto a una sola località e sul quale ora anche la Procura della Repubblica di Sulmona vuole fare piena luce.
Nella notte, infatti, almeno altri due casi sono stati segnalati e denunciati a Cansano, dopo la raffica di danneggiamenti registrata ieri a Campo di Giove. Un’escalation che ha fatto scattare l’inchiesta giudiziaria: la Procura sulmonese ha aperto un fascicolo per danneggiamento aggravato e continuato.
Un atto dovuto dopo i numerosi episodi che, per modalità e vicinanza temporale, potrebbero anche essere riconducibili a un’unica regia. Saranno però gli accertamenti investigativi a stabilire se dietro la sequenza di gomme tagliate ci sia la stessa mano oppure se si tratti di episodi distinti.
Il fenomeno, del resto, non riguarda soltanto le località montane prese d’assalto dai villeggianti nel periodo di Ferragosto. Pochi giorni fa altri danneggiamenti erano stati compiuti tra Badia di Sulmona e Bagnaturo di Pratola Peligna, dove erano finite nel mirino quattro automobili e uno scooter.
Proprio la successione ravvicinata degli episodi e le modalità con cui sono stati messi a segno hanno spinto gli investigatori a prendere in considerazione anche l’ipotesi di un meccanismo di emulazione. Una pista ancora tutta da verificare, insieme a quella di un possibile collegamento diretto tra i diversi raid.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Sulmona, impegnati in queste ore nell’acquisizione e nell’esame delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, in particolare quelli presenti nella zona della stazione di Campo di Giove.
Fotogramma dopo fotogramma, i militari stanno cercando persone o movimenti sospetti nelle vicinanze delle vetture danneggiate. Elementi che potrebbero consentire di restringere il cerchio e dare un volto e un nome all’autore, o agli autori, dei raid.
Intanto cresce la preoccupazione nei centri interessati, proprio nei giorni di maggiore afflusso turistico dell’estate. Quattordici auto danneggiate rappresentano ormai un bilancio pesante, mentre l’inchiesta punta a capire se dietro quella che inizialmente poteva apparire come una bravata isolata ci sia invece una sequenza di azioni collegate.


