GIOSTRA CAVALLERESCA, DALLA REGIONE 50 MILA EURO. ROSSI: “LO ABBIAMO PROMESSO E LO ABBIAMO FATTO”
Il finanziamento approvato nell’assestamento di bilancio regionale. Il direttivo e il popolo della Giostra ringraziano la consigliera di Fratelli d’Italia. Ora si attende la legge regionale per garantire fondi certi alla manifestazione
SULMONA – Cinquantamila euro dalla Regione Abruzzo per la Giostra Cavalleresca di Sulmona. Il finanziamento è stato approvato oggi dal Consiglio regionale nell’ambito dell’assestamento di bilancio discusso a Palazzo dell’Emiciclo.
A darne notizia, subito dopo il voto, è stata la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Maria Assunta Rossi, che sulla propria pagina social ha affidato a poche parole la soddisfazione per il risultato raggiunto: «Appena approvati in Consiglio Regionale 50.000 euro per la Giostra Cavalleresca di Sulmona. Lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto».
Un impegno che Rossi aveva assunto pubblicamente proprio a Sulmona durante la presentazione del Palio della trentesima edizione della manifestazione. In quell’occasione la consigliera regionale aveva risposto alle polemiche sollevate per la mancata concessione di fondi regionali alla Giostra, assicurando che si sarebbe adoperata per reperire le risorse necessarie.
L’approvazione dei 50mila euro arriva a poche settimane dalla celebrazione del trentennale della Giostra Cavalleresca, diventata nel corso degli anni uno degli appuntamenti culturali, storici e turistici più importanti della città e della regione capace di costruire una rete di rapporti con numerose rievocazioni cavalleresche europee.
Il contributo inserito nell’assestamento di bilancio rappresenta una boccata d’ossigeno per l’organizzazione e, allo stesso tempo, una risposta alle richieste avanzate nelle scorse settimane affinché la Regione tornasse a sostenere economicamente una manifestazione che da trent’anni porta il nome di Sulmona oltre i confini abruzzesi.
Dopo l’approvazione del finanziamento sono arrivati anche i ringraziamenti del direttivo e dell’intero popolo della Giostra Cavalleresca. A nome del presidente Maurizio Antonini è stato espresso compiacimento e soddisfazione nei confronti della consigliera regionale Maria Assunta Rossi e dell’assessore al Bilancio Mario Quaglieri per l’iniziativa portata avanti a sostegno della manifestazione e, più in generale, del territorio sulmonese. Un riconoscimento all’impegno assunto e ora concretizzato con lo stanziamento dei 50mila euro.
Ma l’attenzione si sposta adesso su un altro impegno assunto dalla politica regionale. I sulmonesi attendono infatti che arrivi a conclusione anche l’iniziativa avanzata dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Massimo Verrecchia e dalla vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia, finalizzata all’istituzione di una legge regionale capace di garantire alla Giostra Cavalleresca di Sulmona fondi certi e strutturali, sottraendo la manifestazione alla necessità di dover cercare ogni anno risorse attraverso contributi occasionali.
Un progetto annunciato che ora attende di trasformarsi in un provvedimento concreto. Perché, dopo il contributo ottenuto oggi, il vero salto di qualità sarebbe assicurare alla Giostra una programmazione economica stabile e duratura. In caso contrario, resterebbe soltanto l’ennesima promessa della politica caduta nel vuoto.



LA GIOSTRA CAVALLERESCA DI SULMONA DEVE ESSERE GRATUITA. Togliete quelle indecenti tribune e rendete accessibile la Piazza a tutti, come lo è per la “Madonna che scappa”.
La Giostra deve essere restituita alla cittadinanza attraverso la gratuità dell’evento.
L’accesso deve essere interamente libero e popolare sullo stesso identico modello della secolare tradizione della “Madonna che scappa”, eliminando le tribune a pagamento in Piazza Garibaldi per aprire lo spazio pubblico a tutti.
La Giostra Cavalleresca non è un semplice spettacolo commerciale, che viene goduto solo da chi può permetterselo, ma è l’anima stessa dell’identità sulmonese,
perché l’evento rappresenta un’identità collettiva, vive del lavoro volontario di borghi e sestieri, espressione diretta della cittadinanza.
Il pagamento dello spettacolo esclude una fetta importante di residenti, famiglie e anziani che hanno il diritto di vivere la propria cultura, senza essere emarginati. Del resto il modello vincente della “Madonna che scappa” dimostra ogni anno che la gestione della piazza libera non solo è possibile, ma crea una comunione e un’energia emotiva inimitabili.
Le tribune vanno rimosse come pure le strutture metalliche che creano una barriera visiva e sociale nel cuore di Sulmona. La Piazza deve essere aperta e calpestabile con l’utilizzo del perimetro naturale dello spazio per il pubblico, protetto da transenne storiche o decorative a basso impatto visivo.
La perdita degli introiti dei biglietti delle tribune può essere tranquillamente compensata attraverso una strategia finanziaria diversificata.
Del resto l’organizzazione deve sostenere il costo elevato per il noleggio, il montaggio e il collaudo delle tribune in Piazza Garibaldi, eliminarle non significa solo perdere l’incasso dei biglietti, ma significa soprattutto azzerare una delle voci di spesa più pesanti del bilancio dell’evento.
La Giostra torna così ad essere la festa del popolo e non un’attrazione per pochi eletti. Diventa un moltiplicatore turistico perché un grande evento storico totalmente gratuito attira una massa di visitatori decisamente superiore, con un ritorno economico elevato per le attività commerciali, i bar e la ristorazione locale.
E poi è ripristinato così il grande principio della coesione sociale, concetto in questi tempi sempre più astratto e mortificato, l’eliminazione di ogni discriminazione economica tra i cittadini.
LA GIOSTRA CAVALLERESCA DEVE ESSERE GRATUITA, APERTA E ACCESSIBILE A TUTTI.
Una giostra equestre non può essere semplicemente fatta correre sul normale pavimento di una piazza storico, serve una superficie idonea alla corsa dei cavalli e alle evoluzioni dei cavalieri. Ad Arezzo, ad esempio, viene espressamente realizzata la lizza in terra battuta, questo comporta inevitabilmente che la pista sia rialzata rispetto al piano ordinario e quindi la presenza delle tribune e con queste dei costi da coprire come nel resto delle giostre italianr.
togliere semplicemente le tribune non significa automaticamente rendere la manifestazione più democratica o più accessibile e sicuramente peggiorerebbe la visuale di chi rimane dietro il perimetro della pista, oltre a creare problemi di sicurezza e gestione dei flussi
si può discutere se le tribune siano troppe, se siano dimensionate correttamente, quanto costino, quanto rendano e se esistano soluzioni più efficienti, ma non si può sostenere seriamente che una Giostra equestre debba funzionare come la Madonna che scappa semplicemente eliminando le strutture per il pubblico.
abbi pietà di noi Faggioni
“Il pagamento dello spettacolo esclude una fetta importante di residenti, famiglie e anziani che hanno il diritto di vivere la propria cultura, senza essere emarginati.” (ndr)
“…perché l’evento rappresenta un’identità collettiva…”. (ndr)
UN CRITERIO INOPPUGNABILE.
Volgendo lo sguardo altrove, esistono soluzioni tecniche che soddisfano sia gli aspetti di sicurezza che la libera visione dell’evento.
Rintracciare fonti integrative a sostegno della gestione dei costi strutturali, oltre l’impegno tornacontista della politica, è una questione … di manico !.
F.to
Giancarlo D’Alessandro
Socio fondatore dell’Associazione Giostra Cavalleresca di Sulmona
un assestamento di bilancio fatto passare con il parere contrario dell’organo preposto al controllo dei conti
La Scoccia rivendica il merito del finanziamento, La Rossi mi par di capire che affermi essere esclusivamente merito Suo, per una volta si può sapere la verità? Su un ipotetico gioco di squadra non ci credono neppure i bimbi di 6 anni