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GARANTE DISABILITÀ A SULMONA, L’APPELLO DEI GENITORI: “NO A GIOCHI POLITICI, IL CONSIGLIO VOTI CON SENSO DI RESPONSABILITÀ”

Alla vigilia di un appuntamento fondamentale per le politiche sociali cittadine, il clima politico si scalda attorno all’istituzione del Garante comunale per la disabilità. Questo lunedì, infatti, il consiglio comunale di Sulmona sarà chiamato a votare il regolamento e la formale nascita di questa figura di tutela. Un passaggio delicato su cui interviene con forza, attraverso un comunicato, Carlo Piccone, a nome e per conto dei genitori di persone con disabilità del territorio peligno, rivolgendo un accorato appello all’intera assise civica.

Al centro della nota di Piccone c’è la ferma risposta alle riserve sollevate in passato da alcuni settori della politica, che avevano bollato l’organismo cittadino come “superfluo” alla luce dell’esistenza del Garante nazionale (introdotto dalla legge delega 227/2021).

“Trincerarsi dietro l’esistenza del Garante nazionale per mettere in discussione la necessità di un presidio locale significa ignorare la realtà quotidiana che viviamo”, sottolinea Piccone. “La tutela dei diritti non è un concetto astratto che si esaurisce in un ufficio o in un decreto a Roma, ma è una pratica quotidiana che vive di prossimità, ascolto e conoscenza diretta dei problemi della nostra città”.

Il documento distingue chiaramente il ruolo di indirizzo macro-istituzionale della figura nazionale rispetto all’operatività necessaria sul campo. Il Garante nazionale stabilisce le linee guida generali e monitora il quadro normativo, mentre il Garante comunale interviene direttamente sulle criticità locali: barriere architettoniche nei quartieri, ritardi nei trasporti scolastici, accessibilità degli edifici pubblici e servizi dell’Ambito Sociale Peligno.

Per le famiglie, attendere le tempistiche della burocrazia centrale per risolvere disservizi quotidiani è improponibile: occorre un’interfaccia diretta con la macchina amministrativa locale.

Lontano dall’essere una “sovrastruttura burocratica”, il Garante municipale viene descritto dai genitori come un anello di congiunzione essenziale. Tra i compiti chiave individuati dalla nota figurano: porsi come interlocutore terzo e indipendente per l’abbattimento delle barriere architettoniche, sensoriali e culturali; costituire un punto di raccordo tra le diverse realtà del terzo settore locale per trasformare le segnalazioni in proposte concrete; rappresentare un riferimento accessibile per orientare i cittadini nei labirinti burocratici, abbattendo il senso di isolamento.

L’invito rivolto ai consiglieri comunali in vista della seduta di lunedì è chiaro: evitare ostruzionismi, pregiudiziali o tatticismi d’aula.

“Chi vive la disabilità non chiede assistenzialismo né scuse normative, ma diritti, inclusione e dignità” conclude Carlo Piccone. “Ben vengano gli interventi costruttivi e gli emendamenti pensati per rendere questa figura ancora più autonoma e operativa. Ma sulle battaglie di civiltà, Sulmona deve dimostrare di saper camminare unita”.

La palla passa ora all’aula di Palazzo San Francesco, chiamata a dimostrare nei fatti la propria sensibilità verso le fragilità del territorio.

Un commento su “GARANTE DISABILITÀ A SULMONA, L’APPELLO DEI GENITORI: “NO A GIOCHI POLITICI, IL CONSIGLIO VOTI CON SENSO DI RESPONSABILITÀ”

  • Indipendentemente

    finalmente si parla dei problemi che incidono sulla vita delle persone Senza inutili polemiche e con la propositività che serve per cambiare una città troppo litigiosa, bravo

    Risposta

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