CORSE CLANDESTINE IL QUARTIERE SI RIBELLA: 268 FIRME CONSEGNATE ALLE FORZE DELL’ORDINE
Via Arabona si mobilita contro le gare notturne di auto, moto e minicar. I residenti chiedono più controlli e l’identificazione dei responsabili. A luglio l’aggressione a un 72enne e ai suoi due figli
SULMONA, 14 Agosto – Duecentosessantotto firme per dire basta alle notti scandite dal rombo dei motori e alle presunte gare clandestine che da tempo esasperano i residenti. Il quartiere di via Arabona passa dalle proteste all’iniziativa formale, depositando una petizione popolare al comando della polizia locale di Sulmona e alla Procura della Repubblica.
Una mobilitazione che coinvolge praticamente l’intera zona e che punta a ottenere controlli più frequenti e incisivi da parte delle forze dell’ordine, oltre all’identificazione di quanti parteciperebbero alle gare notturne con auto, moto e minicar.
Secondo i residenti, denunce e segnalazioni presentate finora non sarebbero riuscite ad arginare un fenomeno che continua a ripetersi e che sta mettendo a dura prova la tranquillità del quartiere.
La tensione aveva raggiunto il punto più alto lo scorso 9 luglio, quando proprio in via Arabona una lite legata alle presunte corse clandestine era degenerata in una violenta colluttazione.
Un uomo disabile di 72 anni, esasperato dal rumore delle auto, era sceso in strada per fotografare la targa della vettura di un 19enne. Secondo la versione fornita dall’anziano e dai suoi familiari, il giovane lo avrebbe aggredito con calci e pugni. Nella lite erano rimasti coinvolti anche i due figli del 72enne, intervenuti per difendere il padre.
Il bilancio era stato di tre feriti con prognosi superiori ai trenta giorni, secondo quanto certificato dai medici del pronto soccorso.
«Ho fornito ai carabinieri una lista di dieci targhe», riferisce ora uno dei figli del 72enne, indicando gli elementi raccolti dai residenti nel tentativo di contribuire all’identificazione dei presunti partecipanti alle gare.
Diversa la ricostruzione fornita dal 19enne, che aveva presentato una controdenuncia negando qualsiasi coinvolgimento nelle corse clandestine. Il giovane aveva raccontato di essere stato accerchiato mentre rientrava a casa e di essere stato aggredito con una mazza da baseball, sostenendo di aver reagito per difendersi. Anche lui aveva riportato ferite, giudicate lievi.
Versioni contrapposte sulle quali sono in corso gli accertamenti, ma con un denominatore comune: l’esasperazione di un quartiere che ora, con 268 firme, chiede alle istituzioni di intervenire per mettere fine alle scorribande notturne.


