L’AQUILA TRA REALTA’ E PROPAGANDA: IL PONTE BELVEDERE (50 METRI) NON SI ULTIMA. PERO’ L’OVOVIA PER ROIO (2 KM) E’ LI’ PER LI’…
di Giosafat CapulliĀ
L’AQUILA – La mia cittĆ non riesce a ultimare un ponte di 50 metri che unisce due parti della stessa. Parlo del ponte Belvedere, chiaramente.
Nel contempo la mia cittĆ annuncia con gran frastuono e squilli di trombe che ha assegnato fondi per la progettazione di una ovovia che dalla stazione ferroviaria porterĆ fino a Monteluco di Roio. Il primo elemento (il Ponte Belvedere) ĆØ un fatto; il secondo (ovovia Stazione- Monteluco di Roio) annuncio che ha il sapore di propaganda spicciola.
La propaganda serve sempre, da che mondo ĆØ mondo, per annunciare la promessa della grandeur di una cittĆ che risorgerĆ dalla ceneri.
Spesso promessa, annuncio e illusione.
La veritĆ che ci sbatte in faccia, invece, ĆØ la mancata realizzazione dopo anni di 5o metri lineari di ponte (sempre il Belvedere); che si cincischia senza che se ne parli troppo.
Poi se qualcuno pone il problema (ReteAbruzzo in testa), scendono in campo le truppa cammellate che ti tacciato di mettere in cattiva luce la grandezza dell’aquilanitĆ .
Aquilanità che, con tutte le dominazioni straniere subite nei secoli, fin dalla fondazione, credo sia più un enorme meticciato genetico che un purismo identitario.
Ma ĆØ cosa psicologicamente risaputa, che la ricerca araldica di una certa nobiltĆ cova dentro la mente dei titolari di qualsiasi cognome, anche tra i notissimi Gaglioffi e Porcinari.
E mentre il cantiere del ponte Belvedere sta lƬ immobile da anni, parliamo d’altro e godiamoci la grandeur dell’ovovia per Monteluco di Roio.



