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ESCORT FANTASMA: PAGA 160 EURO E RESTA SENZA INCONTRO

Trentenne sulmonese adescato su un’app di incontri: la presunta accompagnatrice gli chiede gift card e ricevute, poi sparisce nel nulla. Il giovane pronto a denunciare la truffa.

SULMONA, 12 Agosto – Doveva essere il pagamento per un incontro a luci rosse, si è trasformato invece nel conto salato di una truffa. Centosessanta euro in carte Steam e nessuna escort ad attenderlo in albergo: è la disavventura capitata nei giorni scorsi a un sulmonese di circa 30 anni, finito nella rete di una presunta accompagnatrice conosciuta attraverso un’app di incontri.

Secondo quanto raccontato dal giovane, tutto è cominciato con un contatto online. Dopo alcuni messaggi, i due avrebbero concordato modalità, tariffa e luogo dell’appuntamento, che sarebbe dovuto avvenire in un hotel di Sulmona. La donna, presentatasi come straniera, avrebbe però imposto una condizione particolare: niente contanti, ma pagamento esclusivamente attraverso carte regalo Steam.

Il 30enne, convinto che si trattasse soltanto di una modalità alternativa per saldare la prestazione, si è recato in ricevitoria acquistando cinque carte da 20 euro, per un totale di cento euro.

A quel punto la presunta escort, attraverso Telegram, gli avrebbe chiesto di inviarle la ricevuta dell’acquisto. Un passaggio risultato decisivo: attraverso le informazioni presenti sullo scontrino sarebbe riuscita a entrare in possesso dei codici necessari per utilizzare il credito delle carte.

Ma la richiesta di denaro non si sarebbe fermata lì. Poco prima dell’incontro, la donna avrebbe preteso altri 50 euro circa, sostenendo che fossero necessari per pagare la camera dell’hotel. Il giovane, ormai convinto che l’appuntamento fosse imminente, ha acquistato altre carte Steam, arrivando a spendere complessivamente circa 160 euro.

Dell’incontro, però, nessuna traccia. Una volta ottenuto il denaro, la presunta escort è scomparsa, interrompendo ogni comunicazione e rendendosi irreperibile sui canali utilizzati fino a quel momento.

Solo allora il 30enne ha compreso di essere caduto in una trappola. Superato l’imbarazzo per quanto accaduto, ha deciso di raccontare pubblicamente la vicenda soprattutto per mettere in guardia altre persone da raggiri analoghi, nei quali vengono richiesti pagamenti anticipati attraverso gift card o altri strumenti difficilmente recuperabili una volta comunicati i relativi codici.

La vicenda potrebbe ora approdare all’attenzione delle forze dell’ordine. Il giovane ha infatti manifestato l’intenzione di presentare denuncia, consegnando agli investigatori le conversazioni e gli altri elementi rimasti dello scambio online, nella speranza che possano consentire di risalire all’autore o agli autori della truffa.

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