EMERGENZA MONTE MORRONE: S’INDAGA PER DOLO, IN CAMPO ANCHE L’ESERCITO
Non si ferma l’emergenza incendi in Abruzzo e, in particolare, nell’Aquilano. La situazione più drammatica si registra sul Monte Morrone, nel territorio comunale di Roccacasale, dove da tre giorni le fiamme continuano a bruciare sul versante compreso tra il casolare Santacroce e la località Beato Mariano. Il rogo ha già divorato almeno cinquanta ettari di territorio, minacciando direttamente la vegetazione boschiva e una storica faggeta simbolo della comunità locale. Sebbene il fronte rimanga per ora distante dalle abitazioni, la potenziale evoluzione del fuoco e il timore di un avvicinamento al centro abitato mantengono alta la tensione in tutta la Valle Peligna.
A fronte della gravità dell’evento, la Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo d’inchiesta contro ignoti ipotizzando il reato di incendio doloso. Gli accertamenti sono stati affidati alla Polizia Giudiziaria e ai Carabinieri Forestali di Popoli Terme. L’assenza di eventi atmosferici recenti, quali fulmini o temporali, rende infatti improbabile l’ipotesi di un innesco accidentale, alimentando l’incubo che dietro la ripartenza del fuoco vi sia nuovamente la mano dell’uomo, come già accaduto nelle devastanti stagioni incendiarie del 2017 e del 2023.
Per contrastare l’avanzata delle fiamme ed evitare il ripetersi di disastri passati, l’Agenzia regionale della Protezione Civile ha schierato un imponente dispositivo di soccorso. Nella sola mattinata sono stati impiegati tre elicotteri della flotta regionale e tre Canadair della flotta nazionale per colpire la testa del rogo e penetrare nel sottobosco. I registri operativi contano decine di sganci idrici effettuati dall’inizio dell’emergenza. A terra lavorano in modo sinergico sei squadre con ventuno volontari e sei mezzi antincendio della Protezione Civile di Sulmona, affiancati dai Vigili del Fuoco, che hanno allestito la base e la centrale operativa presso la masseria Santacroce sotto il coordinamento del Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS).
La svolta nelle operazioni è giunta con il definitivo coinvolgimento dell’Esercito Italiano. Il direttore della Protezione Civile Regionale, Maurizio Scelli, dopo aver concordato la copertura dei costi con l’amministrazione militare e su sollecitazione della Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) e dei Vigili del Fuoco, ha formalizzato la richiesta d’intervento inviando una lettera al Prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano. L’attivazione del IX Reggimento Alpini — forza già impiegata durante la crisi del 2017 e specializzata nelle emergenze antincendio boschivo — ha consentito l’immediato invio sul posto di personale e due escavatori. I mezzi meccanici militari sono già in funzione per supportare le squadre di terra nella realizzazione di solchi tagliafuoco, facilitare le manovre di spegnimento e consolidare le basi di bonifica, necessarie a scongiurare il pericolo per l’incolumità pubblica e l’ambiente.
Il direttore Scelli, giunto nel pomeriggio sul fronte del fuoco per un sopralluogo tecnico e per coordinare da vicino le attività, ha ribadito la volontà di schierare ogni risorsa disponibile per chiudere definitivamente il fronte e far avvertire la presenza attiva delle istituzioni. Nel resto della provincia la situazione comincia a mostrare i primi segni di miglioramento: risulta domato e sotto costante monitoraggio il vasto incendio che per giorni ha interessato il comune montano di Rocca di Cambio.


