BIBLIOTECA DEL CLASSICO, DI CESARE (FdI): LA CULTURA NON PUÒ AVERE UN COLORE POLITICO
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia critica il voto contrario espresso in Commissione da civici e Forza Italia sul progetto da circa 480mila euro. «Fermiamoci prima che sia troppo tardi: i giovani chiedono soltanto un luogo dove studiare, leggere e incontrarsi»
SULMONA – Il progetto per restituire alla città uno spazio bibliotecario nella storica sede del liceo classico apre una crepa all’interno della maggioranza e provoca la reazione di un consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che affida a una riflessione personale tutta la propria amarezza per il voto contrario espresso ieri in Commissione da una parte della coalizione, in particolare dai rappresentanti dell’area civica e di Forza Italia.
Sul tavolo c’è un intervento da circa 480mila euro, dei quali 400mila a carico della Provincia dell’Aquila e la restante somma finanziata dal Comune di Sulmona, destinato alla sistemazione della storica biblioteca del liceo classico. Un progetto che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto trovare una convergenza larga proprio per la sua finalità culturale e sociale. In Commissione, invece, sono emerse divisioni anche all’interno della stessa maggioranza.
Da qui la presa di posizione del consigliere di Fratelli d’Italia, che sceglie di parlare prima ancora che da esponente politico «da giovane sulmonese, nato e cresciuto in questa città».
«Scrivo con amarezza e delusione, perché quanto accaduto ieri in Commissione va oltre le appartenenze politiche», afferma, ricordando come Sulmona sia priva da troppi anni di una biblioteca comunale e come «intere generazioni di ragazzi siano cresciute senza avere un luogo pubblico nel quale studiare, incontrarsi, confrontarsi, leggere e semplicemente stare insieme».
Il consigliere non nasconde quindi la propria incomprensione davanti al voto contrario arrivato anche da settori della maggioranza. Le perplessità sollevate riguarderebbero aspetti tecnici e la documentazione, motivazioni che, secondo l’esponente di FdI, non sarebbero sufficienti per fermare il progetto.
«Si parla di tecnicismi e di documenti mancanti, ma gli atti ci sono e ogni eventuale dubbio poteva e doveva essere approfondito insieme», sottolinea.
Fratelli d’Italia rivendica di aver lavorato da tempo alla proposta e di aver appoggiato insieme a tutti gli altri consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, il voto favorevole in sede di commissione. Ma il consigliere prova a spostare il confronto fuori dal perimetro della contesa interna alla coalizione: «Oggi non mi interessa rivendicare una posizione politica. Mi interessa difendere il desiderio di tantissimi giovani sulmonesi che chiedono qualcosa di assolutamente normale: avere una biblioteca nella propria città».
L’appello è rivolto direttamente ai consiglieri che hanno bocciato la proposta: «Fermiamoci prima che sia troppo tardi e mettiamo da parte giochi di palazzo, divisioni e appartenenze».
Una vicenda che ora assume anche un peso politico, perché il voto ha evidenziato una diversa sensibilità tra le componenti della maggioranza su un progetto che comporterebbe per Palazzo San Francesco un impegno economico limitato rispetto al valore complessivo dell’intervento, grazie al finanziamento di 400mila euro assicurato dalla Provincia.
Per il consigliere di Fratelli d’Italia, però, il punto centrale resta il rapporto della città con le nuove generazioni. «Mentre la politica discute, i nostri ragazzi crescono e troppo spesso scelgono di andare via. Se vogliamo chiedere loro di credere in Sulmona, dobbiamo essere capaci di offrire spazi, opportunità e luoghi di cultura e socialità».



Ancora qualcuno che rema contro la cultura e Sulmona.
Ma se ne andranno via presto? Me lo auguro.
È normale che per la circostanza il consigliere di FdI si sia accalorato.
È anzitutto un atto di tutela verso il suo elettorato :-).
Inoltre, è difficile negare che queste schermaglie servono 🙂 🙂 per scopi di marcamento del territorio in maggioranza, viste le paventate ipotesi di accorpamento civico-lupo-forziste…
Stavolta la crepa è vera, parola di Luisa 🙂