TECNOCALL IN CRISI. PEZZOPANE: VICINA AI 59 LAVORATORI. SALVAGUARDARE POSTI DI LAVORO
L’AQUILA – Tecnocall, Pezzopane: “Vicina ai 59 lavoratori. Ora serve unitĆ e capacitĆ per trovare una soluzione e salvaguardare i posti di lavoro”. “Esprimo la mia piena vicinanza ai 59 lavoratori e alle lavoratrici di Tecnocall e condivido la preoccupazione espressa in queste ore dalle organizzazioni sindacali. La situazione ĆØ seria e rischia di diventare ancora più difficile nei prossimi mesi. La scadenza della commessa con Hera Comm, prevista per marzo 2027, e la possibilitĆ che giĆ da settembre si determinino i primi esuberi impongono di non perdere altro tempo”. Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Stefania Pezzopane, tornando sulla vertenza Tecnocall dopo la seduta della III Commissione consiliare dello scorso 5 agosto, alla quale hanno partecipato le organizzazioni sindacali e l’assessore regionale Santangelo. “Il confronto svolto in Commissione ha confermato quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione e costruire un percorso condiviso. Le parole pronunciate in queste ore dalla sindacalista Valentina Raparelli della Slc Cgil riportano giustamente al centro una vicenda che conosciamo bene e che presenta molti elementi di continuitĆ con quanto accaduto tre anni fa. L’allarme lanciato dal sindacato non deve essere sottovalutato. Anche per questo ritengo importante rilanciare la vertenza e manifestare ancora una volta la nostra vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie”.“Occorre lavorare fin da subito su tutte le possibili soluzioni per salvaguardare l’occupazione, coinvolgendo Hera Comm, la Regione Abruzzo, il Governo e il Ministero competente. Dobbiamo verificare ogni possibilitĆ per garantire la continuitĆ occupazionale, compresa quella di accompagnare i lavoratori, attraverso formazione e riqualificazione, verso eventuali nuove opportunitĆ . Ma dobbiamo soprattutto intervenire prima che gli esuberi diventino realtĆ ”.
“La vicenda Tecnocall ha una sua specificitĆ legata alla commessa Hera e alla mancata approvazione da parte del Governo Meloni dell’emendamento per estendere gli effetti della clausola sociale approvata dai governi di centrosinistra. Va osservato che il settore dei call e contact center sta attraversando una fase di profonda trasformazione, determinata anche dall’introduzione dell’intelligenza artificiale e dai cambiamenti che stanno interessando il mercato. All’Aquila parliamo di un comparto che coinvolge oltre 2.000 lavoratrici e lavoratori e che rappresenta una componente importante del nostro tessuto occupazionale. Ć proprio per questo che ho giĆ proposto un ordine del giorno in Consiglio comunale dedicato alla salvaguardia occupazionale e al futuro del settore”.
“Quello che sta accadendo a Tecnocall dimostra quanto fosse necessario aprire per tempo una riflessione più ampia. L’intelligenza artificiale può trasformare profondamente il lavoro nei call e contact center e non possiamo limitarci a subirne gli effetti. Servono politiche industriali, formazione, riqualificazione e strumenti capaci di accompagnare la transizione, tutelando le persone e il lavoro”.
“Credo, però, che in questa fase ci sia una necessitĆ ancora più importante: ritrovare l’unitĆ in cittĆ e con le istituzioni regionali e nazionali. Di fronte al rischio che 59 persone possano perdere il proprio lavoro, istituzioni, forze politiche e organizzazioni sindacali devono stare dalla stessa parte e lavorare insieme per individuare una soluzione”.
“L’Aquila ha giĆ dimostrato, in passato, che anche le situazioni occupazionali più complesse possono essere affrontate quando esiste una forte unitĆ istituzionale e politica. Ć accaduto in diverse vertenze e anche nel settore dei call e contact center, dove battaglie importanti hanno consentito di tutelare migliaia di lavoratrici e lavoratori. Quella esperienza ci insegna che quando si costruisce una mobilitazione comune, mettendo da parte le divisioni e concentrandosi sull’obiettivo, risultati concreti possono essere raggiunti”.
“Oggi dobbiamo fare la stessa cosa per Tecnocall. Non sappiamo ancora quale sarĆ la soluzione, ma sappiamo che dobbiamo cercarla tutti insieme e dobbiamo farlo subito. I 59 lavoratori e le loro famiglie hanno bisogno di sapere che le istituzioni non li lasceranno soli. Per questo continuerò a seguire la vertenza e a sollecitare tutte le interlocuzioni necessarie, affinchĆ© si costruisca un percorso capace di salvaguardare i posti di lavoro e di dare una prospettiva al settore dei call e contact center aquilani”.


