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SULMONA E LE “SENTINELLE DELLA NOTTE”. UN FAR WEST IN SALSA PELIGNA

di Luigi Liberatore

Lo dico subito. Sarebbe un patto scellerato quello che sembra profilarsi tra l’amministrazione comunale di Sulmona e gli esercenti del centro storico per mettere a bada gli eccessi della cosiddetta movida.

E aggiungo ancora che l’idea di promuovere “sentinelle della notte”, figure titolari di non si sa quali poteri e prerogative, rappresenti l’antitesi dell’ordine pubblico, anzi, una trovata che finirebbe per aggravare il senso di insicurezza che francamente pervade la città soprattutto sul far della notte ed in particolare in concomitanza coi weekend. Si dice che su questa ipotesi, cioè di allargare alla società civile, in fondo a giovani prestanti e volenterosi sennò non servirebbe a nulla, ci stia lavorando l’assessore comunale al commercio, Gianluca Giammarco, che finora non ha sbalordito ma di cui si hanno buoni riferimenti.

Proprio questo ci sgomenta, che si faccia irretire da questa fantastica e pericolosa suggestione che possano bastare le “sentinelle della notte” a riportare ordine, sicurezza e tranquillità tra le viuzze che sfociano da ogni parte su corso Ovidio come sul delta del Mekong. Il novello assessore Giammarco dovrebbe, almeno per chi scrive, sottrarsi dalla suggestione, intesa come suggerimento, indotta dai commercianti i quali saranno tutte brave persone ma hanno un tasto sensibile cui rispondere, quello del registratore di casa, ai quali sfugge che il pubblico agire deve essere conforme alle leggi e che nello stato di diritto l’ordine e la sicurezza sono garantiti appunto dallo stato.

Sennò torniamo al Far West, anzi all’Old West o al mitico Wild West, all’ ovest selvaggio dove chi sparava prima sopravviveva. Che farci di sentinelle della notte, magari esposti a ritorsioni o aggressioni peggiori di quelle che già si vivono adesso nei fine settimana?

Sgomenta che il sindaco Luca Tirabassi, avvocato e presidente dell’Ordine, taccia su questo argomento. Lasciamo che siano Prefetto, Questore, Polizia, Carabinieri, Finanza, e soprattutto la Polizia locale a vigilare su Sulmona che non ci appare città di frontiera.

Aggiungo un mio ricordo. Negli anni ’90 si ebbe a Sulmona un rigurgito malavitoso legato, si diceva allora, all’etnia rom.

Anche allora si ipotizzarono interventi speciali. Sapete chi rimosse l’ostacolo?

Un sostituto procuratore della Repubblica presso quel tribunale. Una donna, peraltro:

Aura Scarsella, oggi quieta pensionata. Non aprì le patrie galere, né chiamo l’esercito come ai tempi di “Jiamm mò”.

Prese ad applicare il codice plasmandone il rigore poliziesco con fascino, sicchè terminò pure quel tormentato periodo. Il resto si commenta da sé…

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