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SERATA FRANCESCO GUCCINI A L’AQUILA. LA POESIA DELLA LIBERTA’ SULLA LOCOMOTIVA DELLA GIUSTIZIA

di Massimo ProsperococcoĀ 

L’AQUILA – Una serata meravigliosa. Di quelle che ti restano dentro. Grazie a Claudio Del Tosto e a Domenico Capanna per aver regalato a L’Aquila qualcosa che ĆØ andato oltre la serata dedicata a Francesco Guccini: una piazza straordinariamente piena, viva, partecipe.

E grazie davvero a tutti i chitarristi che si sono alternati durante la serata, perdonatemi se non conosco i vostri nomi, perchĆ© con le vostre chitarre avete fatto rivivere parole, musica, ricordi ed emozioni. E un grazie anche a quel sassofonista apparso quasi all’improvviso, con una performance breve, veloce, inaspettata, ma capace di lasciare il segno. Anche questi piccoli momenti, forse proprio perchĆ© spontanei, rendono una serata speciale.

Tre ore dentro le parole, la musica e le storie di Francesco Guccini. E guardandosi intorno c’era forse la cosa più bella: tantissimi giovani insieme a tanti capelli bianchi. Generazioni diverse che cantavano le stesse parole.

PerchĆ© Guccini ĆØ anche questo: ĆØ La locomotiva che continua a correre, ĆØ la rabbia de L’avvelenata, la malinconia di Canzone per un’amica, il tempo che passa di Incontro. ƈ Auschwitz, perchĆ© la memoria non diventi mai soltanto una ricorrenza. ƈ Eskimo, con i sogni, le passioni e le contraddizioni di una generazione che pensava davvero di poter cambiare il mondo.

E ieri sera, guardando quella piazza, veniva da pensare che un pezzo di quella speranza sia ancora lƬ. PerchƩ una piazza cosƬ fa cultura da sola. La cultura bella, quella vera, quella che nasce dal basso.

Dalle persone. Dalla voglia di stare insieme, di cantare insieme, di ricordare e di emozionarsi insieme. C’erano sorrisi e occhi lucidi.

C’era chi quelle canzoni le cantava cinquant’anni fa e chi le ha scoperte molto dopo. Eppure, per tre ore, sembravamo parlare tutti la stessa lingua. ƈ questa la cittĆ  che mi piace.

Una città capace di riempire una piazza per ascoltare parole che parlano di libertà, giustizia, memoria, amore, rabbia e speranza. Una piazza entusiasta ed emozionante che ci ha ricordato una cosa semplicissima e potentissima: quando le persone tornano a incontrarsi e a sentirsi comunità, tutto sembra di nuovo possibile. E forse è proprio questo che ci ha detto quella piazza: insieme, tutti insieme, si può ancora cambiare.

Grazie a chi ha organizzato, a chi ha suonato, a chi ha cantato e a chi semplicemente era lƬ. E grazie Francesco. PerchƩ le tue canzoni continuano a camminare con noi.

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