LA PINETA DI ROIO E’ AD ALTISSIMO RISCHIO INCENDI. CENTINAIA DI PINI CADUTI E SECCHI. SERVIREBBERO OPERE DI BONIFICA E MESSA IN SICUREZZA
di Giosafat Capulli
L’AQUILA – La pineta di Roio è ridotta male. Centinaia di pini caduti e secchi, le risorse economiche disponibili per la bonifica e riqualificazione ci sono da anni e anni (oltre un milione e mezzo di euro pagati dall’Università per l’area dove sorge la Facoltà di Ingegneria), ma ancora nessun progetto per mettere in sicurezza e riqualificare tutta la montagna boscata, che si estende per centinaia di ettari.
Durante l’emergenza incendi di questi giorni si è discusso di prevenzione, di pianificazione, della messa in sicurezza del territorio, dell’esigenza di prevenire incendi, vista la difficoltà a spegnerli una volta accesi da scriteriati, delinquenti ed eventuali fulmini.
La pineta di Roio, va ricordato, è da sempre considerato il polmone verde della città.
Vi sorge, la già citata Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, tutte le antenne televisive e delle comunicazioni che irradiano l’intera conca aquilana, nonché la frazione di Roio Colle, che sorge sul pendio sottostante la pineta.
Un luogo, quindi, ad alto rischio che andrebbe messo in sicurezza.
L’amministrazione comunale ha annunciato progetti di riqualificazione delle due strutture che sorgono a Monteluco, a due passi dalle antenne e dall’Università.
Un intervento che va realizzato, senza dubbio, ma ad altissimo rischio se non contestualizzato in un ambiente bonificato e sottratto alla possibilità di eventuali roghi.
Dire che la pineta di Roio è una sorta di bomba ad orologeria per il rischio incendi non è quindi un’esagerazione, ma un’oggettiva realtà.



