“PER IL SINDACO TIRABASSI GLI ALBERI NON ESISTONO”: L’ENNESIMO ABBATTIMENTO ACCENDE LA PROTESTA
L’ennesimo abbattimento di alberi in città riaccende la polemica sulla gestione del verde pubblico a Sulmona. Questa volta al centro dello scontro c’è l’intervento in piazza Capograssi, dove nei giorni scorsi sono stati tagliati due alberi. A sollevare il caso è Mario Pizzola, referente del coordinamento “Per il clima Fuori dal fossile”, che ha reso noti i risultati di un accesso agli atti promosso dall’associazione per verificare la regolarità delle perizie e le intenzioni dell’amministrazione guidata dal sindaco Luca Tirabassi.
Dalla documentazione fornita dagli uffici comunali emerge che la valutazione sullo stato di salute e di stabilità delle due piante è stata condotta esclusivamente «mediante osservazione visiva da terra», senza alcun esame diretto dell’apparato radicale. A confermarlo è la stessa relazione del tecnico incaricato dall’ente, nella quale si riconosce che tale metodologia «non consente una verifica puntuale delle porzioni più elevate» e che le valutazioni espresse «non sempre risultano pienamente rappresentative delle effettive condizioni della componente ipogea».
Una rivelazione che solleva interrogativi sui criteri adottati dal Comune. «In un’epoca in cui esistono strumentazioni idonee ad accertare con precisione la tenuta strutturale e fitosanitaria delle piante – contesta Pizzola – ci si chiede come sia possibile decretare un abbattimento basandosi unicamente su un’ispezione ad occhio nudo».
A crollare, secondo il coordinamento ambientalista, non sono stati solo i due tronchi, ma anche la prospettiva di un recupero dell’area. Alle richieste presentate dall’associazione circa l’eventuale sostituzione delle piante o l’esistenza di un piano di riqualificazione per i giardini della piazza, il Comune ha risposto negativamente su entrambi i fronti. La mancata ripiantumazione è stata giustificata con l’«urgenza» dell’intervento, mentre non è stato depositato alcun progetto per il futuro dell’area. Il rischio, denunciano i cittadini, è che piazza Capograssi rimanga a tempo indeterminato «una landa desolata e assolata, una steppa più che un giardino, biglietto da visita di un evidente degrado urbano».
Quella dell’urgenza, per gli ambientalisti, rappresenta tuttavia una spiegazione poco credibile se parametrata ai precedenti della città: dai 18 tigli abbattuti due anni fa in piazza Garibaldi fino agli interventi lungo viale Roosevelt e in piazza Venezuela, nessuno degli alberi rimossi è stato finora rimpiazzato.
Il comunicato evidenzia criticità strutturali che vanno oltre i singoli episodi. Nonostante Sulmona si trovi al centro del sistema dei Parchi e ospiti la sede del Parco Nazionale della Maiella, la gestione del verde urbano sconta da anni carenze profonde: assenza di un censimento del patrimonio arboreo, mancanza di un regolamento comunale dedicato, capitoli di spesa azzerati, assenza di uffici specialistici o personale qualificato e il ricorso sistematico a capitozzature aggressive scambiate per interventi di potatura.
Una linea operativa che si scontra direttamente con le indicazioni della comunità scientifica in materia di contrasto al cambiamento climatico e mitigazione delle isole di calore urbane. L’aumento della copertura vegetale e la presenza di alberi adulti rappresentano infatti la misura più efficace per abbassare le temperature in città fino a 8 gradi e ridurre i consumi energetici.
L’attacco finale del coordinamento si rivolge direttamente alla guida politica della città: «La gestione del verde viene considerata l’ultimo dei problemi. Tirabassi nel suo slogan elettorale chiedeva fiducia: vedremo se nel corso della consiliatura qualcosa succederà».



Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero… si accorgeranno di non poter mangiare il denaro» viene comunemente attribuita a Toro Seduto..che saggezza!!!