L’EX SINDACO DI PRATOLA ROSSI SCRIVE A VANNACCI: ABBATTIAMO TUTTI I MURI DEL NOSTRO TEMPO
E’ stato per lunghi anni esponente di spicco della Democrazia Cristiana, ricoprendo importanti incarichi amministrativi. E’ stato sindaco di Pratola Peligna. Rocco Rossi, rilanciando i valori che hanno fatto da guida alla sua militanza nel partito scudocrociato e al suo impegno amministrativo ha deciso di scrivere una lettera aperta al generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ponendo in sostanza una domanda: se la caduta del comunismo, nel novembre del 1
“Generale Vannacci,
Ho dedicato la mia vita all’amministrazione pubblica.
Ho attraversato fasi storiche diverse.
Ma una mi ĆØ rimasta nel cuore: lāepoca in cui sognavamo
di disarmare il mondo. Insieme abbiamo fatto cadere il Muro di Berlino.
Insieme abbiamo imparato il valore dell’obiezione di coscienza.
Per rispetto di quella storia, rispetterò sempre l’idea di tutti.
Anche la sua.
E da cittadino a cittadino le faccio una domanda sola:Il 9 novembre 1989…
per lei ĆØ stata una vittoria o una sconfitta?
Perché se per lei è stata una vittoria,  allora oggi abbiamo lo stesso dovere.
Dobbiamo abbattere i muri del nostro tempo.
I muri tra chi nasce qui e chi nasce altrove.
I muri della disparitĆ di opportunitĆ .
Il futuro del mondo non si difende con le barriere.
Il futuro del mondo si costruisce dando a tutti i nati gli stessi strumenti.
Grazie Generale.
La nostra bandiera ha dei valori.
E la storia ci ha giĆ mostrato la strada.
Ć il momento del Grande Ritorno”.
Rocco Rossi



EX SINDACO, ORDINE E DISCIPLINA, ALTRIMENTO DIVENTA UNA GIUNGLA.
LEI PER CASO HA TOLTO LA PORTA DI INGRESSO DI CASA SUA? QUANTI SCONOSCIUTI HA ACCOLTO?
Carissimo Rocco,
e’con piacere che leggo la tua missiva all’indirizzo dell’Onorevole Vannacci,spero esaudisca il desiderio di una risposta al fine di poter dissipare ogni tuo dubbio.
Mi permetto solo di far presente,che la sua lunga esperienza nel campo militare,ed avendo svolte innumerevoli missioni anche in zone di guerra,lo hanno forgiato ad operare nel rispetto della legalita’,dei valori della Patria e di attaccamento totale ed incondizionato alla Nazione.
Oggi giorno e, quotidianamente si vede,si percepisce,si subisce,ogni vicenda triste sul nostro suolo nazionale e non solo.Vero come dici tu,siamo tutti fratelli e noi ITALIANI,sappiamo dare tanta solidarieta’ al prossimo,purtroppo aggiungo io,mal ripagata,in ogni luogo della nostra amata nazione.
Ecco allora……
Caro Rocco,
nonostante la Storia abbia decretato la fine delle ideologie divisive e il fallimento ideologico e materiale dei confini chiusi, tuttavia oggigiorno persiste l’illusione della sicurezza attraverso la separazione.
Il crollo del muro di Berlino, a cui ti riferisci, sancì a suo tempo il fallimento di un sistema che usava la forza e la segregazione per mantenere il controllo politico ed economico della società .
Quel muro non divideva solo uno spazio urbano, ma due concezioni del Mondo. La sua caduta celebrò finalmente il trionfo della circolazione delle idee e delle persone e alimentò la speranza di un Mondo in Pace e rispettoso, senza frontiere rigide, fondato sulla cooperazione globale e sulla democrazia aperta.
Ora, con questa Destra estrema e divisiva a cui ti rivolgi e che sta prendendo piede in Occidente, si assiste ad un ritorno dei confini bloccati e la tentazione delle barriere.
Ć finita l’era della libera circolazione delle persone (con la sospensione dei trattati), delle merci (con l’introduzione dei dazi) e delle idee (marginalizzate, relegate, soppresse).
Di fronte alle crisi globali, alle migrazioni e all’insicurezza economica, la Destra estrema propone di nuovo la costruzione di barriere fisiche e mentali. Prende piede la retorica della difesa, della Patria e dei confini nazionali aggrediti dagli stranieri. Tutti i nuovi progetti di muri, di blocchi e di hotspot nascono dalla paura del diverso e dalla ricerca di soluzioni semplici a problemi complessi, ricalcando la vecchia logica della fortificazione e della divisione del noi contro loro. Ć una contraddizione storica ricorrere a barriere materiali nell’era della globalizzazione digitale perchĆ© rappresenta un paradosso politico, che ignora la lezione del 1989.
Devi dire a Vannacci che i muri non fermano i processi storici, ma testimoniano solo la paura del cambiamento.