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SPEDIZIONE PUNITIVA DOPO IL FURTO: “VI FACCIAMO AMMAZZARE”, IN QUATTRO NEI GUAI

Due residenti di Cocullo sarebbero stati bloccati davanti a un bar e accusati di aver svaligiato un’abitazione. La Procura di Avezzano chiude le indagini per violenza privata e minaccia

COCULLO, 8 agosto – Prima le accuse per un furto in abitazione, poi il faccia a faccia davanti al bar e infine la minaccia: «Tra poco arrivano da Roma e vi fanno ammazzare». Una sorta di resa dei conti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, che rischia di portare davanti al giudice quattro persone originarie della Capitale, accusate di violenza privata e minaccia ai danni di due residenti di Cocullo.

La Procura della Repubblica di Avezzano ha chiuso le indagini preliminari confermando le contestazioni nei confronti dei quattro indagati. I fatti risalgono all’estate del 2023 e avrebbero avuto come scenario la frazione Casale di Cocullo.

Tutto era cominciato nei giorni di Ferragosto, quando l’abitazione di un uomo appartenente alle forze dell’ordine era stata svaligiata mentre il proprietario era assente. Un furto che aveva fatto scattare sospetti e accuse.

I quattro romani, parenti della compagna dell’uomo derubato, avrebbero raggiunto Cocullo prendendo di mira due abitanti del posto, ritenendoli responsabili del colpo. Anziché rivolgersi alle autorità, secondo l’accusa avrebbero deciso di ottenere direttamente spiegazioni dai due, dando vita a una sorta di “processo fai da te”.

I residenti sarebbero stati bloccati e trattenuti all’esterno del bar della frazione. In quei momenti sarebbero arrivate anche le minacce più pesanti: i quattro avrebbero annunciato l’imminente arrivo dalla Capitale di un gruppo di rom che li avrebbe ammazzati.

La tensione era rapidamente salita fino a sfociare in una lite tra i due gruppi. I due cocullesi avevano quindi deciso di raggiungere la caserma dei carabinieri di Anversa degli Abruzzi, dove avevano formalizzato la querela raccontando quanto sarebbe accaduto poco prima.

Completamente diversa la versione fornita dalla controparte. Tramite la compagna dell’uomo che aveva subito il furto, i quattro avevano respinto le accuse, sostenendo di non aver minacciato nessuno e di essersi limitati a chiedere spiegazioni ai due residenti. Avevano inoltre annunciato iniziative legali per diffamazione.

Le successive indagini hanno però portato la Procura di Avezzano a confermare, al momento della chiusura dell’inchiesta, le ipotesi di violenza privata e minaccia. Per i quattro indagati si profila ora il rischio di una richiesta di rinvio a giudizio.

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