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L’ARTE DEL PRESEPE ABRUZZESE RIVIVE ALLA ROTONDA DI SAN FRANCESCO

Che cos’è la tradizione? È soltanto un nostalgico sguardo rivolto all’indietro o rappresenta piuttosto un fuoco vivo da alimentare ed ereditare con rispetto? È attorno a questo fondamentale interrogativo che si è sviluppata una serata speciale nell’ambito del festival “Leggo per legittima difesa”, svoltosi nella suggestiva cornice della Rotonda di San Francesco a Sulmona.

Sotto la direzione artistica della giornalista Chiara Buccini, la rassegna ha confermato la propria duplice e preziosa vocazione: non soltanto un incisivo invito e un’opera di sensibilizzazione alla lettura, ma anche una vetrina d’eccellenza per la promozione di ogni forma d’arte e di artigianato artistico radicato nel territorio abruzzese.

Protagonista assoluta dell’incontro, dal titolo “Mani che raccontano: l’arte del presepe di Giuseppe Avolio”, è stata l’artista Sara Galterio, che ha saputo incantare una folta platea composta da cittadini, appassionati e numerosi turisti. Attraverso una lezione dimostrativa dal vivo di rara maestria, l’artista ha plasmato l’argilla fresca utilizzando uno dei numerosi ed antichi stampi in gesso del maestro Peppino Avolio, facendo rivivere sotto gli occhi dei presenti i gesti senza tempo che da secoli raccontano la tradizione presepistica di Pacentro.

Il percorso artistico ed umano di Sara Galterio si intreccia in modo indissolubile con il recupero della memoria storica. Orafa di formazione, la Galterio ha iniziato realizzando gioielli e creazioni originali che le sono valsi premi e riconoscimenti in importanti mostre e concorsi. Tuttavia, i costi crescenti della materia prima l’hanno spinta a esplorare nuove strade materiali ed espressive, fino all’incontro risolutivo con la terracotta.

È stata lei ad acquisire ed a trarre dall’oblio gli antichi stampi originali realizzati quasi un secolo fa dal celebre presepista d’Abruzzo Giuseppe Avolio. A questo prezioso patrimonio immateriale l’artista affianca da anni uno studio rigoroso, filologico e sempre più approfondito, dedicato alla ricostruzione dei costumi storici abruzzesi — in particolare quelli femminili — e agli usi e costumi delle popolazioni rurali compresi tra il XVI e il XX secolo.

Grazie a questo impegno, Sara Galterio è diventata “capofila” nella riscoperta della produzione presepiale a Pacentro, borgo medievale che oggi vanta ben cinque botteghe artigiane attive.

Proprio per questo straordinario fermento, Pacentro è stato inserito nel progetto della “Via dei Presepi”, un itinerario culturale nato da un’idea dello storico e ricercatore Enrico Di Carlo. Un’iniziativa oggi in fase di concreta realizzazione grazie a un imponente lavoro di ricerca sul campo e al coinvolgimento di diverse realtà abruzzesi, concepita come un viaggio suggestivo attraverso i luoghi simbolo in cui l’arte presepiale tradizionale continua a battere forte.

Nel corso della serata a Sulmona, Sara Galterio ha illustrato anche le nuove ed audaci strade percorse nella sua continua ricerca: la creazione dei celebri “muri parlanti”.

Si tratta di un’innovativa tecnica di riqualificazione urbana che trasforma spazi murali degradati o anonimi in grandi dipinti integrati da sculture e personaggi in terracotta tridimensionali a grandezza naturale. Con una metodologia che richiede un complesso ed accurato lavoro di progettazione, ad oggi sono stati realizzati circa 200 metri quadrati di paesaggi animati che popolano i vicoli di Pacentro.

Passeggiando per il borgo è possibile imbattersi in opere di straordinario impatto visivo ed emotivo come: Storia d’amore d’altri tempi (4 personaggi); Ritorno dalla montagna (4 personaggi); Donne al lavoro (3 personaggi); Le lavandaie (3 personaggi); Famiglia al sole (5 personaggi); Al lavatoio.

Personaggi a grandezza naturale abbigliati nei costumi tradizionali d’epoca dialogano con l’architettura in pietra del borgo, regalando a residenti e turisti un’occasione unica per fare un salto nel passato e scattare un “selfie” immerso nella storia viva dell’Abruzzo.

L’incontro si è concluso tra gli applausi del pubblico, a conferma di come la sinergia tra letteratura, valorizzazione dell’artigianato e ricerca artistica promossa da “Leggo per legittima difesa” rappresenti un modello vincente per il rilancio e la custodia dell’identità culturale del territorio.

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