LA PROVINCIA DI ISERNIA CHIEDE DI “ENTRARE” IN ABRUZZO
Se un tempo l’Alto Sangro aveva pensato ad un’aggregazione con la provincia di Isernia. Adesso accade l’esatto contrario.
E’ la provincia di Isernia che chiede di essere aggregata all’Abruzzo. Il Consiglio provinciale di Isernia infatti ĆØ chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di indizione di un referendum popolare per l’aggregazione della Provincia alla Regione Abruzzo.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso presentato dal Comitato promotore contro il provvedimento con cui l’ente provinciale aveva bloccato l’iter.
La vicenda ha origine nel 2024 con la costituzione del Comitato per l’aggregazione della Provincia di Isernia all’Abruzzo, sostenuto da una petizione che ha raccolto oltre cinquemila firme.
Tra gli obiettivi indicati dai promotori, il superamento delle difficoltĆ legate ai servizi, in particolare sanitĆ e infrastrutture, il contrasto allo spopolamento e una maggiore integrazione territoriale.
Dopo la consegna della petizione alla Provincia, l’iter si era fermato nel dicembre scorso, quando il segretario generale aveva comunicato ai promotori l’improcedibilitĆ della richiesta per la mancanza, nel carteggio, della proposta deliberativa ritenuta necessaria per avviare l’istruttoria.
Contro il diniego il Comitato aveva presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Il Consiglio di Stato, nel parere espresso sulla vicenda, ha ritenuto il provvedimento viziato da “carenza di motivazione ed eccesso di potere”, aprendo cosƬ la strada alla ripresa dell’iter. “Siamo di fronte all’ennesima conferma dell’inconsistenza delle tesi sostenute dalla Provincia di Isernia”, ha commentato all’ANSA Antonio Bucci, presidente del Comitato.
“Ora il Consiglio provinciale dovrĆ esprimersi sulla volontĆ popolare.
Se dovesse votare contro l’indizione del referendum, dovrĆ motivare la propria decisione”.
Per Bucci, in ogni caso, il Comitato continuerĆ il percorso avviato: “non si può ignorare e contrastare la volontĆ popolare”.



cosƬ passiamo sotto la provincia di Isernia meglio della nostra matrigna aquilana