DA SULMONA A SIGNO LE GIOSTRE UNISCONO L’EUROPA
Da Sulmona a Signo, le Giostre uniscono l’Europa: tradizioni cavalleresche senza confini
La delegazione sulmonese guidata dal presidente Maurizio Antonini in Bosnia Erzegovina insieme ai rappresentanti dell’Alka di Signo e della Sartiglia di Oristano. A Rama una giornata di incontri nel segno della storia e di una rete europea delle grandi manifestazioni cavalleresche.
SULMONA – Da Sulmona a Signo, passando per Oristano e attraversando i territori della Bosnia Erzegovina. Le antiche tradizioni cavalleresche diventano un ponte tra popoli e comunità e disegnano una rete europea sempre più solida, nella quale la Giostra Cavalleresca di Sulmona si conferma protagonista e ambasciatrice della storia e della cultura della città ovidiana.

La delegazione sulmonese, guidata dal presidente Maurizio Antonini, ha preso parte questa mattina, insieme ai rappresentanti dell’Alka di Signo e della Sartiglia di Oristano, a una visita istituzionale nel territorio di Rama, in Bosnia Erzegovina. Un appuntamento inserito nel programma della partecipazione della Giostra alla storica manifestazione croata dell’Alka e che consolida un percorso di collaborazione internazionale avviato ormai da alcuni anni.
Non più, dunque, semplici scambi tra associazioni o visite di cortesia, ma la costruzione di un vero circuito culturale capace di mettere in relazione alcune delle più importanti rievocazioni storiche del Vecchio Continente. Realtà diverse per origini e caratteristiche, ma accomunate dalla volontà di custodire costumi, rituali, competizioni cavalleresche e identità locali, trasformandoli in strumenti di conoscenza e dialogo tra le comunità europee.
La giornata a Rama si è aperta con la visita al monastero francescano di Šćit, per poi proseguire nel Comune di Prozor-Rama. Ad accogliere le delegazioni, in rappresentanza del sindaco Jozo Ivančević e dell’amministrazione comunale, sono stati Marija Mišura, assistente del sindaco per lo sviluppo, l’imprenditoria, l’artigianato e le finanze, e Danijel Burečić, direttore dell’Agenzia per lo sviluppo locale.

A illustrare la storia del territorio è stato lo storico Antun Kovčalija, che si è soffermato anche sul sito archeologico di Gradac e sul patrimonio storico e culturale di Rama. Alla visita ha partecipato inoltre Monika Vrgoč, direttrice dell’Ente turistico della città di Signo.
«La presenza della Giostra Cavalleresca a Signo e la visita al territorio di Rama – ha sottolineato Maurizio Antonini – rientrano in un progetto di relazioni internazionali che la nostra associazione porta avanti da anni. Grazie alla dimensione europea assunta dalla nostra rievocazione storica, il nome di Sulmona, la sua storia e le sue tradizioni hanno superato i confini nazionali, consentendoci di costruire importanti rapporti di collaborazione culturale».
Antonini ha quindi ringraziato l’Associazione Alka di Signo «per aver rinnovato questo legame di amicizia e per averci dato l’opportunità di rappresentare la nostra città in un territorio così ricco di storia e di valori».
Un rapporto, quello tra Rama e Signo, che affonda le radici nei secoli. Nel 1687, con l’avanzata ottomana, i francescani di Rama furono costretti ad abbandonare il territorio e portarono con loro l’immagine della Beata Vergine Maria delle Grazie, oggi venerata come Madonna Miracolosa di Signo. Con i religiosi si trasferì nella valle della Cetina anche una parte della popolazione di Rama, dando origine a un legame storico e religioso destinato a sopravvivere nei secoli.
Dalla vittoriosa resistenza all’assedio ottomano del 1715 nacque poi l’Alka, la celebre competizione cavalleresca diventata uno dei principali simboli identitari di Signo.
Ed è proprio alle celebrazioni dell’Alka che la delegazione della Giostra Cavalleresca di Sulmona prenderà parte nei prossimi giorni. La presenza contemporanea di Sulmona, Signo e Oristano assume così un significato che supera i confini delle singole manifestazioni: antiche tradizioni locali che, incontrandosi, diventano patrimonio condiviso e contribuiscono alla costruzione di una comune identità culturale europea.
Un percorso nel quale Sulmona punta a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo internazionale, portando nel cuore dell’Europa non soltanto la sua Giostra, ma la storia, i costumi e l’identità di un’intera comunità.



Bene bene!
In assenza di certezze, Sulmona deve puntare sulle sue di certezze.
Scommettere sulla sua forza intrinseca rappresentata dall’imponente patrimonio storico, artistico e culturale.
Bene Antonini, avanti così!