TENTARONO DI TRUFFARE ANZIANA COPPIA. CHIUSE LE INDAGINI. DUE MINORI RISCHIANO PROCESSO
SULMONA ā A un anno dalla tentata truffa sfociata in una violenta aggressione ai danni di unāanziana coppia del centro storico di Sulmona, la procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dellāAquila ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di due diciassettenni campani. Per entrambi ĆØ stato notificato lāavviso di conclusione delle indagini con le accuse di tentata rapina in concorso e lesioni personali aggravate, passo che apre la strada alla richiesta di rinvio a giudizio.
I fatti risalgono al 9 agosto dello scorso anno, quando nellāabitazione di via Barbato andò in scena il collaudato copione della falsa telefonata. Ā«Signora, suo figlio ha avuto un incidente.
Per evitare lāarresto deve pagare una cauzione di 7.500 euroĀ», dissero i truffatori allā80enne sulmonese.
La donna, però, non cadde nella trappola. Già vittima di un raggiro analogo qualche anno prima, decise di assecondare i malviventi, mentre il figlio, colonnello dei carabinieri, organizzava il piano per coglierli sul fatto.
Quando i due giovani si presentarono sotto lāabitazione per ritirare il denaro, lāanziana li invitò a salire in casa, spiegando di avere in una busta circa 8 mila euro destinati ai lavori di riparazione del tetto.
Uno dei due accettò e raggiunse lāappartamento, mentre il complice rimase allāingresso dellāedificio con il ruolo di palo.
La situazione precipitò nel momento in cui il figlio della coppia si qualificò come colonnello dei carabinieri e allertò le forze dellāordine.
Il diciassettenne, vistosi scoperto, reagƬ con violenza: spinse lāanziana, colpendola con un calcio al petto, quindi si scagliò contro il colonnello, mordendogli un dito.
Le ferite riportate dallāufficiale richiesero quattro punti di sutura.
Nella colluttazione rimasero contusi anche i due anziani, successivamente accompagnati in pronto soccorso per gli accertamenti del caso.
La fuga dei due giovani durò pochissimo. Il ragazzo entrato nellāabitazione venne bloccato da polizia e carabinieri nei pressi del Vescovado.
Il complice, invece, fu rintracciato alla stazione ferroviaria di Sulmona dopo aver chiesto informazioni su un treno per Napoli a un carabiniere libero dal servizio che, riconoscendo la corrispondenza con la segnalazione appena diffusa, avvisò immediatamente i colleghi.
Con la chiusura delle indagini preliminari, la procura minorile ha confermato le contestazioni nei confronti dei due diciassettenni, che ora rischiano di comparire davanti al giudice per il processo.


