L’AQUILA BRUCIA. SUL FRONTE DELL’EMERGENZA NON SI HA TRACCIA DELLA PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE. PERCHE’?
L’AQUILA – Dov’ĆØ la Protezione civile del Comune dell’Aquila? Semplicemente sparita. Mai intervenuta sui roghi che pure stanno interessando pesantemente aree importanti del nostro Comune capitale della Cultura: Roio, Bagno e anche Pianola. Quel che scrivo, lo scrivo come volontario di protezione civile, aderente al foltissimo e qualificatissimo gruppo della Pro Loco di Coppito, che ĆØ parte integrante della colonna nazionale di Protezione Civile ProcivArci. So quel che dico. E so quel che vedo. Sto sul fronte degli incedi di questa terribile emergenza tutti i giorni da Lucoli a Roio, da Bagno a Collarmele, nel cuore della Marsica; da Rocca di Mezzo a Rocca di Cambio. La mia associazione ProcivArci-Pro loco di Coppito, sta mettendo in campo per spegnimento, bonifiche e presidi notturni 10 persone al giorno: personale altamente formato dai Vigili del Fuoco, che sta fornendo sudore e anima per contribuire a far finire il prima possibile questo inferno. Chiaramente in aiuto ai Vigili del Fuoco. SƬ, quella Pro Loco di Coppito che vi siete affannati a cacciare dal Parco di Murata Gigotti, che la stessa aveva contribuito a far nascere insieme alla giunta Cialente, oltre al Musp scolastico, all’asilo nido Ape Tau, alla biblioteca studio aperta giorno e notte ad uso degli studenti. SƬ, quelli lƬ, ai quali per risparmiare 3.500 euro al mese di fitto, avete tolto la sede (troppo costosa). Per poi affittare un palco a 450 mila euro ogni Perdonanza per una decina di giorni all’anno (spesa ritenuta congrua). Quando ho letto da giornalista quei comunicati dell’ufficio stampa del Comune relativi all’emergenza incendi in corso, inviati alla redazione di ReteAbruzzo, a stento sono riuscito a mantenere la calma. In sintesi si afferma dall’Amministrazione che la Protezione Civile del Comune sta monitorando gli eventi. Il che vale a dire spettatori inermi. Mi chiedo il perchĆ©. Ma risposta razionale non riesco a darmela. Sono tante le Associazioni di volontariato cittadine convenzionate con la Protezione Civile del Comune. Lo ĆØ quella di Bagno, ad esempio, che se non attivata dal Comune stesso, non può intervenire sul proprio territorio di competenza. PerchĆ© questa ĆØ la legge che regola gli interventi in emergenza. Dicono che Pierluigi Biondi sia al mare. Lasciamolo riposare. L’assessore alla Protezione Civile comunale non so dove sia, di certo non sul fronte dei roghi che minacciano realmente le frazioni di Roio, Bagno e Pianola. Queste poche righe, scritte senza salamelecchi formali, non sono dettate dalla rabbia di fronte a tanto disinteresse da parte della Giunta comunale per quel che sta tragicamente accadendo a Roio e a Bagno-Pianola. Sono ispirate dal desiderio di conoscere il perchĆ© di tanta inerzia. Non vi ĆØ, cari amministratori comunali, di che andare fieri. Mentre chi ĆØ sul fronte suda, respira fumo, spegne e bonifica. Voi monitorate. Una domanda. Ma cosa monitorate? Fatelo sapere ai cittadini, senza ricorrere a fumose parole lontane da dove il fuoco sta devastando il nostro territorio. Parole del tipo “siamo vigili”. Anche in questo caso, siate cauti con le parole. I nostri vigili, infatti, sono senza comandante.




Caro Giosafatte la situazione eā esattamente quella che tu hai descritto.