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LA GET ENERGY CI RIPROVA. NUOVO IMPIANTO DI PIROLISI, RESTA L’ALLARME AMBIENTALE SULLA VALLE PELIGNA

 

SULMONA – Presentato un progetto ridimensionato rispetto a quello ritirato dopo le contestazioni e il caso della documentazione segretata. Per il Forum H2O permangono criticitĆ  su emissioni e gestione dei rifiuti: Ā«Un altro impianto potenzialmente inquinante in un territorio giĆ  gravato da discarica, Metaenergie e centrale SnamĀ».

Il progetto cambia veste, riduce le quantitĆ  di rifiuti destinate alla pirolisi e si presenta con una documentazione questa volta integralmente accessibile. Ma, secondo le associazioni ambientaliste, la sostanza non cambia: quello che Get Energy ripropone per la zona industriale di Sulmona resta un impianto destinato a trattare migliaia di tonnellate di rifiuti in un territorio che, dal punto di vista ambientale, viene giĆ  considerato fortemente sotto pressione.

La societĆ  ha infatti riavviato la procedura di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) con la relativa Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), dopo aver ritirato il primo progetto in seguito alle numerose osservazioni tecniche e alle criticitĆ  evidenziate da associazioni e comitati. Rispetto alla precedente proposta, il nuovo elaborato ridimensiona la capacitĆ  dell’impianto: i rifiuti destinati alla pirolisi scendono da circa 37 mila a 18.660 tonnellate annue, alle quali si aggiungono 3.500 tonnellate di plastiche da recuperare come End of Waste, per un totale di 22.160 tonnellate di rifiuti trattati ogni anno.

Per il Forum H2O, però, il ridimensionamento dell’impianto non elimina le preoccupazioni. Anzi, il nuovo progetto conferma, secondo l’associazione, la fondatezza delle osservazioni avanzate nella prima procedura, quella finita al centro delle polemiche anche per il tentativo di secretare parte della documentazione tecnica.

L’impianto trasformerebbe plastiche, CDR, materiali compositi e altre frazioni combustibili attraverso il processo di pirolisi. Il gas prodotto (syngas), dopo una fase di purificazione, verrebbe utilizzato per alimentare otto gruppi elettrogeni con una potenza complessiva di 3,44 megawatt elettrici. ƈ proprio sulla purificazione del syngas che la societĆ  basa la tesi secondo cui l’impianto non dovrebbe essere classificato come inceneritore, sostenendo che il gas, una volta trattato, non costituirebbe più un rifiuto e produrrebbe emissioni assimilabili a quelle del gas naturale.

Una ricostruzione che non convince il Forum H2O. Ā«I documenti sono finalmente tutti consultabili – osserva Augusto De Sanctis – ma, da una prima lettura, persistono diverse criticitĆ  significative. Sebbene ridotte rispetto al progetto originario, rimangono emissioni in atmosfera che andrebbero a sommarsi a quelle giĆ  prodotte dagli altri impianti presenti nella Valle Peligna, una conca chiusa dove il tema della qualitĆ  dell’aria ĆØ particolarmente delicatoĀ».

Secondo i dati contenuti nello stesso progetto, una parte consistente dei rifiuti trattati verrebbe trasformata in altri rifiuti da smaltire. Dalle oltre 22 mila tonnellate in ingresso deriverebbero infatti tra 3.358 e 3.732 tonnellate di ceneri e tra 7.464 e 9.330 tonnellate di synoil, materiale che verrebbe inviato in altri impianti per il successivo trattamento. In pratica, fino al 59% dei rifiuti conferiti uscirebbe dall’impianto sotto forma di nuovi rifiuti.

Restano inoltre dubbi anche sulla gestione del syngas. Qualora il combustibile non rispettasse i parametri richiesti per la produzione energetica, sarebbe inviato alla torcia di sicurezza, con ulteriori emissioni in atmosfera. PerplessitĆ  vengono espresse anche sulla scelta dell’azienda di ritenere non necessaria l’Autorizzazione Integrata Ambientale.

Il dibattito si riaccende cosƬ in una valle che da anni denuncia un progressivo accumulo di impianti a potenziale impatto ambientale. Dalla discarica di Noce Mattei, destinata ad un ulteriore ampliamento, all’impianto Metaenergie, fino alla contestata centrale di compressione Snam, la Valle Peligna continua a fare i conti con un crescente carico ambientale che alimenta le preoccupazioni di cittadini e associazioni.

Per questo il Forum H2O invita enti locali, amministrazioni e popolazione ad analizzare con attenzione la nuova documentazione progettuale. Dopo la verifica preliminare degli uffici competenti si aprirĆ  infatti la fase delle osservazioni, nella quale sarĆ  ancora possibile chiedere modifiche, integrazioni o sollevare ulteriori contestazioni.

La partita, dunque, ĆØ tutt’altro che chiusa. Se il nuovo progetto appare meno controverso del precedente sotto il profilo procedurale, resta aperta la questione più importante: se sia davvero sostenibile collocare un altro impianto per il trattamento dei rifiuti in un territorio che, secondo molti, ha giĆ  dato ampiamente il proprio contributo in termini di servitù ambientali.

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