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GONFIABILE VOLATO VIA A ROCCARASO, C’È UN INDAGATO

Gonfiabile volato via a Roccaraso, primo indagato. Dissequestrata l’area del parco giochi

ROCCARASO – C’è un primo indagato nell’inchiesta sul gonfiabile che lo scorso 26 luglio fu sollevato da una violenta raffica di vento, trascinando in aria tre bambini e provocando il loro ferimento. La Procura della Repubblica di Sulmona ha iscritto nel registro degli indagati il rappresentante legale della società che gestisce il parco giochi per conto del Comune di Roccaraso. L’ipotesi di reato è quella di lesioni personali gravi.

L’avviso di garanzia, atto dovuto in questa fase delle indagini, è stato notificato per consentire agli inquirenti di svolgere tutti gli accertamenti tecnici irripetibili e garantire il pieno diritto di difesa dell’indagato.

Intanto la Procura ha disposto il dissequestro dell’area del parco gonfiabili, consentendo così ai gestori di avviare le operazioni necessarie alla riapertura della struttura, prevista già dalla prossima settimana, una volta completate tutte le verifiche di sicurezza.

La società Roccaraso Servizi, attraverso una nota, ha accolto con favore il provvedimento dell’autorità giudiziaria, ribadendo però che la priorità resta la salute dei piccoli rimasti coinvolti nell’incidente.

«Il nostro pensiero – si legge nel comunicato – resta prima di tutto rivolto ai bambini coinvolti e alle loro famiglie, ai quali rinnoviamo la nostra vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione. In questi giorni proseguiranno le verifiche tecniche e tutti gli accertamenti previsti, in piena collaborazione con le autorità competenti. Solo una volta completato positivamente questo percorso il parco giochi potrà riaprire, con l’obiettivo di tornare ad accogliere bambini e famiglie già dalla prossima settimana».

La società sottolinea inoltre come Roccaraso abbia sempre fatto dell’accoglienza delle famiglie e della sicurezza dei più piccoli uno dei propri valori fondamentali, assicurando «il massimo senso di responsabilità e trasparenza affinché ogni bambino possa tornare a vivere questi spazi in serenità e in piena sicurezza».

L’inchiesta, però, entra ora nella fase più delicata. La Procura è orientata ad affidare nelle prossime ore un incarico a un super perito che dovrà stabilire se il gonfiabile fosse regolarmente omologato e soprattutto se fosse stato ancorato al terreno nel rispetto della normativa vigente. Proprio questo aspetto rappresenta uno dei punti centrali dell’indagine.

Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, la struttura sarebbe stata sollevata e divelta da una violenta raffica di vento, probabilmente perché non adeguatamente fissata al suolo. Il gonfiabile avrebbe trascinato con sé tre bambini, proiettandoli in aria per alcuni metri prima della caduta.

L’allarme fu immediato. Sul posto intervennero i sanitari del 118, allertati dai familiari e dalle numerose persone presenti nell’area. I gestori del parco decisero di chiudere immediatamente la struttura in via precauzionale, ancora prima del sequestro disposto dalla Procura, per consentire agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti.

«Ho visto mio nipote volare. Ho temuto che quella scena mi sarebbe rimasta impressa per tutta la vita», aveva raccontato, nelle ore successive all’incidente, la zia di uno dei piccoli coinvolti.

Nel grave incidente rimasero feriti una bambina di dieci anni, successivamente trasferita all’ospedale di Pescara dove è tuttora ricoverata in prognosi riservata, un bambino di cinque anni e un altro di dieci anni. Le loro condizioni sono in costante miglioramento e, fortunatamente, nessuno dei tre è in pericolo di vita.

L’esito della consulenza tecnica sarà determinante per chiarire eventuali responsabilità e stabilire se siano state rispettate tutte le misure di sicurezza previste per l’installazione e la gestione della struttura gonfiabile.

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