RONCISVALLE, NANNARONE INCALZA TIRABASSI: “SERVE UNA VERIFICA AMMINISTRATIVA, LA CITTÀ DEVE SAPERE LA VERITÀ”
L’ex consigliera comunale torna sul cantiere sequestrato dalla magistratura e chiede al sindaco una presa di posizione chiara. “Non basta attendere il processo penale, va verificata la legittimità dell’iter autorizzativo”.
SULMONA – Il caso del cantiere di Roncisvalle, finito sotto sequestro su disposizione della magistratura, torna al centro del dibattito politico cittadino. A rilanciare la questione è l’ex consigliera comunale Teresa Nannarone, che con una nota invita l’amministrazione guidata dal sindaco Luca Tirabassi ad assumere una posizione chiara sul piano politico e amministrativo, indipendentemente dall’inchiesta penale in corso.
Nannarone ricorda di aver già sollevato il problema durante la precedente consiliatura, quando aveva chiesto chiarimenti sull’iter che aveva portato al rilascio del permesso a costruire nel 2023 per un intervento in un’area sottoposta a vincolo e destinata a parco urbano e territoriale. Richieste che, sottolinea, sarebbero rimaste senza risposta.
Secondo l’ex consigliera, il silenzio mantenuto dalla precedente amministrazione non può ripetersi. Per questo chiede al sindaco Tirabassi di chiarire quale sia la posizione dell’attuale governo cittadino rispetto a quella che definisce la vicenda dello “scheletro di Roncisvalle”.
Pur riconoscendo le competenze professionali del primo cittadino, Nannarone critica la scelta del Comune di non costituirsi parte civile nel procedimento penale, ritenendo insufficienti le motivazioni fornite. Invita quindi il sindaco ad attivare gli uffici comunali affinché venga ricostruito quanto avvenuto tra il 2021 e il 2023 e siano valutate eventuali responsabilità sul piano amministrativo.
Per l’ex consigliera, infatti, non è sufficiente attendere l’esito del processo penale. Il Comune, sostiene, ha il potere e il dovere di verificare autonomamente la legittimità del percorso autorizzativo seguito per la realizzazione dell’opera e di informare la cittadinanza sulle conclusioni delle verifiche.
Nannarone evidenzia inoltre il rischio che possa passare il messaggio secondo cui alcuni cittadini possano sottrarsi al rispetto delle regole, mentre altri sono chiamati a osservarle rigorosamente. Un’ambiguità politica che, a suo giudizio, ha caratterizzato la precedente amministrazione e che auspica non venga riproposta dall’attuale governo cittadino.
Infine, l’ex consigliera richiama anche il tema dell’utilizzo di risorse pubbliche, ricordando che per l’intervento era stata avanzata una richiesta di accesso ai benefici del Superbonus 110%, previsto dalla legge 77 del 2020. Una circostanza che, conclude, rende ancora più urgente una verifica amministrativa sulla correttezza dell’intero iter, definendo “moralmente non accettabile” l’ipotesi di attendere esclusivamente le decisioni della magistratura senza un’iniziativa del Comune.



Credo di poter affermare, senza tema di smentita, che dal punto di vista professionale, quindi conoscenza dei fatti e stato dell’arte, oltre alla preparazione penalistica, non c è partita tra il Sindaco e l’ex consigliere Pd
D’accordissimo con la Nannarone !! al 2000/1000
è un atto dovuto di correttezza e di sostanza aprire una verifica interna. urgente e significativa. ancora di più da chi esercita per e con la Legge.
Tirabassi forza e senza paura!
ci sono avvocati seri