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MINACCE AL MEDICO DEL PRONTO SOCCORSO, DENUNCIATO UN AVVOCATO DEL FORO DI SULMONA

SULMONA, 3 agosto – Dalle tensioni seguite alla morte della zia alla denuncia per minacce aggravate nei confronti di una dottoressa del pronto soccorso. È l’esito dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Sulmona dopo l’episodio avvenuto lo scorso novembre nell’ospedale cittadino, che vede indagato un avvocato del foro di Sulmona.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il professionista avrebbe rivolto frasi intimidatorie al medico in servizio durante una discussione nata dopo il ricovero dell’anziana parente, giunta in ospedale in condizioni critiche.

La donna aveva accusato i primi sintomi nella propria abitazione e, nonostante le rassicurazioni ricevute dal personale del 118, il quadro clinico si era progressivamente aggravato fino al trasferimento in pronto soccorso. Dopo i primi accertamenti era stata diagnosticata un’occlusione intestinale e la paziente era stata trasferita nel reparto di Chirurgia in attesa dell’intervento e dell’arrivo del medico reperibile.

Durante quella fase di attesa, il nipote della donna avrebbe contestato la gestione del caso, sostenendo che il sondino naso-gastrico dovesse essere applicato direttamente in pronto soccorso, come gli sarebbe stato riferito dal personale del reparto di Chirurgia. Da lì il confronto con la dottoressa dell’emergenza-urgenza sarebbe degenerato.

«Lei è venuta meno ai suoi doveri. Non le metto le mani addosso solo perché è una donna. Ti salvi solo perché sei una donna, altrimenti a quest’ora eri già finita in coma», sarebbero state le frasi rivolte al medico, che ha poi denunciato l’accaduto ai carabinieri della compagnia di Sulmona, intervenuti in ospedale. La professionista ha riportato uno stato d’ansia certificato dai colleghi del pronto soccorso ed è rimasta assente dal servizio per un periodo. Si tratta di uno dei medici rientrati in attività con un contratto di collaborazione individuale dopo il pensionamento.

«Sono molto scossa e colpita, soprattutto per il linguaggio utilizzato e la grave minaccia», aveva dichiarato la dottoressa agli investigatori.

L’avvocato, dal canto suo, si è riservato di intraprendere eventuali azioni legali per accertare possibili responsabilità sanitarie in relazione al decesso della zia. Per il momento ha rinunciato a presentare querela e quindi alla richiesta di riesumazione della salma.

La denuncia presentata dal medico ha però seguito il suo iter giudiziario. I carabinieri hanno trasmesso l’informativa alla Procura, che ha contestato al professionista il reato di minacce.

L’episodio si inserisce in un quadro di crescente preoccupazione per la sicurezza degli operatori sanitari dell’ospedale di Sulmona. Da novembre 2025 a oggi sono infatti cinque le aggressioni denunciate ai danni del personale sanitario, una situazione che ha spinto il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, ad attivare dal 15 luglio scorso un presidio di guardia armata all’interno del pronto soccorso.

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