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INCENDIO ROCCA DI MEZZO – LUCOLI – ROIO – BAGNO. IL PASSO POSSIBILE: BISOGNA INTERROGARSI SULLA MACCHINA DELL’EMERGENZA

L’AQUILA – L’incendio che ormai da diversi giorni sta interessando le montagne tra Rocca di Mezzo, Lucoli e il territorio aquilano sta mettendo a dura prova la macchina dell’emergenza. A distanza di circa due settimane dall’inizio del rogo, un fiume di fumo continua a interessare la vallata aquilana.

Ci troviamo di fronte a una situazione che non può essere considerata normale e che, al di lĆ  delle dichiarazioni e delle rassicurazioni, impone una riflessione seria sulla tempestivitĆ  e sull’efficacia della risposta all’emergenza. E’ quanto dichiarano in una nota i Consiglieri comunali della Federazione ā€œIl Passo Possibileā€ – Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia – Americo Di Benedetto e il Presidente dell’Associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli.

Non ĆØ il momento delle polemiche e non vogliamo alimentare allarmismi, ma fare politica significa anche ascoltare le preoccupazioni dei cittadini e porsi delle domande quando qualcosa non sembra funzionare come dovrebbe. Purtroppo, L’Aquila non ĆØ nuova a emergenze di questo tipo; nel 2007, il devastante incendio di San Giuliano ha distrutto centinaia di ettari di bosco, nel 2020, un altro grave incendio ha interessato il Monte Pettino, arrivando a minacciare da vicino le abitazioni.

Dopo tutte queste esperienze, cosa ĆØ cambiato?

Il sistema di prevenzione e di risposta alle emergenze ĆØ migliorato?

Guardando a quanto sta accadendo in questi giorni, ĆØ difficile non porsi seriamente queste domande, poichĆ© dall’esperienza del terremoto e dalle altre emergenze che la nostra cittĆ  ha vissuto avremmo dovuto imparare quanto sia fondamentale poter contare su un sistema di Protezione civile forte, organizzato e dotato di risorse adeguate.

Lo diciamo con rispetto e riconoscenza per tutti coloro che in questi giorni stanno lavorando senza sosta: dai Vigili del Fuoco alle forze impegnate nelle operazioni di spegnimento, fino ai volontari, ma non si può fare affidamento soltanto sul sacrificio e sulla professionalità di chi opera in prima linea.

ƈ necessaria una macchina dell’emergenza all’altezza della complessitĆ  del territorio e della gravitĆ  di eventi che, anche a causa dei cambiamenti climatici, rischiano di diventare sempre più frequenti.

Riteniamo infatti che la riflessione politica debba andare oltre l’emergenza.

Troppo spesso ci si interroga su uomini e mezzi soltanto quando le fiamme sono giĆ  divampate, mentre la vera partita si gioca molto prima.

La prevenzione passa dalla cura del territorio, dalla manutenzione dei boschi e del sottobosco, ma anche dalla valorizzazione e dal sostegno, che la politica dovrebbe garantire, a quelle attivitĆ  agricole e pastorali che, da sempre, contribuiscono a mantenere vive e presidiate le nostre montagne.

Chi vive e lavora quotidianamente in questi territori rappresenta anche un presidio importante per la loro sicurezza e per la capacitĆ  di intercettare tempestivamente situazioni di rischio.

È necessario, quindi, investire in una strategia permanente di prevenzione, perché quando un incendio raggiunge aree impervie e difficilmente accessibili, parte della possibilità di contenerlo è già stata compromessa.

Si apra una riflessione su ciò che ha funzionato e su ciò che, invece, può e deve essere migliorato, perché dalle emergenze bisogna uscire non soltanto con il sollievo che siano finite, ma anche con la consapevolezza di aver imparato qualcosa che ci permetta di affrontare meglio la prossima.

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