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DAL CAMPO ALLA LAVAGNA TATTICA: LORENZO SILVESTRI È IL NUOVO MATCH ANALYST DELLE GIOVANILI DEL TERAMO

Una vita spesa sulla linea difensiva, trascorsa tra i campi di Serie D, Eccellenza e Promozione, prima di fare il definitivo salto “dall’altra parte della barricata”. Il 27enne di Pratola Peligna Lorenzo Silvestri, dopo aver disputato la scorsa stagione con la maglia della Vigor Castelfidardo nella Promozione marchigiana, è pronto a voltare pagina: per lui si spalancano le porte del Teramo, dove ricoprirà il ruolo di match analyst nel settore giovanile biancorosso.

Con alle spalle ben 259 presenze e 2 gol tra i grandi — tra cui spicca l’esperienza indimenticabile all’Aquila, dove fece parte di una retroguardia da record capace di chiudere l’annata come miglior difesa d’Italia con soli 9 gol subiti —, Silvestri ha scelto di mettere da parte il calcio giocato per cogliere un’opportunità arrivata a tempo di record.

Un addio al campo che appare quasi definitivo: «Essendo impegnato tutta la settimana è comunque complicato. È più no che sì per il calcio giocato, a meno che non si presenti qualche situazione particolare», ammette.

La decisione di studiare da analista tattico non è arrivata per caso, ma è il frutto di un percorso di studi ben preciso: «Già dopo la scuola, quando ho fatto scienze motorie, mi ha appassionato sempre di più il fattore statistico legato al calcio dei grandi. Parlandone con compagni di squadra più esperti, mi è stato consigliato di intraprendere questa strada. Così ho sostenuto l’esame a giugno, ho preso il patentino e nel giro di una settimana mi hanno chiamato dal Teramo».

Il suo raggio d’azione nel club biancorosso sarà ben delineato: «Starò principalmente con la Juniores e all’evenienza con Allievi e Giovanissimi, con qualche intervento anche in prima squadra». Un’avventura che parte proprio in questi giorni: «Oggi inizia il ritiro della Juniores: si comincia sul serio».

La sua decennale esperienza da difensore centrale e terzino si rivelerà un’arma in più per analizzare i dettagli tattici: «Avere una base di calcio giocato aiuta sicuramente parecchio nel leggere i movimenti e i momenti della partita insieme ai ragazzi con cui lavoreremo».

Ripercorrendo i suoi trascorsi — dalla cantera del Pescara alle prime esperienze nei quadri della Serie D con Castelfidardo e Jesina —, Silvestri riflette sulle differenze sostanziali nel passaggio tra il settore giovanile e le categorie dilettantistiche: «È tutta un’altra cosa. Giocare con i grandi, che sia Serie D, Eccellenza o Promozione, porta con sé una responsabilità enorme. A 15-16 anni nel settore giovanile è pur sempre un divertimento. Tra i grandi trovi gente che lo fa per lavoro e ci campa la famiglia: nei confronti dei compagni più esperti ho sempre sentito un forte senso di responsabilità».

Nel bagaglio dei ricordi resta vivo l’orgoglio di aver condiviso lo spogliatoio con grandi professionisti, ma soprattutto il legame umano stretto con diversi gruppi squadra: «All’Aquila ho giocato con compagni importanti come Di Francia, Zanon, Maisto, Catalli, Cattafesta e Carosone. Zanon lo vedevo da raccattapalle a Pescara e poi mi ci sono ritrovato a giocare insieme: è stato un onore». Inoltre, in Abruzzo ha vestito le maglie dell’Ovidiana Sulmona (nel 2019/2020 in Promozione), del Capistrello in Eccellenza e, successivamente, di Montorio e Casoli.

Tra le piazze a cui è rimasto più affezionato, Silvestri ricorda: «Sono particolarmente legato alla Santegidiese per via di una stagione travagliata finita con una splendida salvezza ai playout, ma mi sono trovato benissimo anche all’Universal Roseto e nelle Marche con i compagni della Palmense, con i quali ci sentiamo tuttora e organizziamo cene appena possibile».

Nessuna tentazione, al momento, di sedersi direttamente in panchina: «La panchina oggi no, non mi vedo come allenatore, né dei grandi né dei ragazzi. Interpreto il ruolo di match analyst come un punto di partenza per il mio percorso professionale, con la voglia di approfondire e specializzarmi sempre di più su questo aspetto».

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