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ADDIO A FRANCO BARESI, IL CAPITANO ETERNO DEL MILAN E SIMBOLO DEL CALCIO ITALIANO

Si è spento a 66 anni dopo una lunga malattia. Bandiera rossonera, campione del mondo nel 1982 e tra i più grandi difensori di sempre, ha scritto pagine indelebili della storia del calcio. 

Il calcio perde uno dei suoi interpreti più straordinari. È morto all’età di 66 anni Franco Baresi, bandiera del Milan, storico capitano della formazione rossonera e autentica leggenda del calcio italiano e mondiale. Da tempo combatteva contro una malattia, dopo l’intervento chirurgico subito nel 2025 per l’asportazione di un nodulo polmonare. 

L’ultima apparizione pubblica che aveva emozionato milioni di tifosi risale allo scorso febbraio, quando, visibilmente provato ma sorridente, aveva portato la fiaccola olimpica durante la cerimonia inaugurale dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, entrando a San Siro accanto all’ex capitano dell’Inter Beppe Bergomi, in un simbolico abbraccio tra due rivali uniti dall’amore per la maglia azzurra.

Franco Baresi

Per il Milan, il Meazza è stato casa sua per vent’anni. Dal debutto nel 1978 fino al ritiro nel 1997, Baresi ha indossato un’unica maglia, diventandone il simbolo assoluto. Capitano per quindici stagioni, fu proclamato “Milanista del secolo” dai tifosi in occasione  del centenario del club, che successivamente ritirò la maglia numero 6, un omaggio riservato ai più grandi. 

Orfano a soli 14 anni, il giovane “Piscinin”, come veniva soprannominato agli inizi della carriera, mostrò fin da subito una maturità fuori dal comune. Gianni Rivera ne intuì il talento e lo prese sotto la propria protezione, mentre il calcio imparava a conoscere un difensore destinato a rivoluzionare il ruolo del libero grazie all’intelligenza tattica, agli anticipi e alla straordinaria capacità di impostare l’azione dalle retrovie.

Scartato da ragazzo dall’Inter, dove già giocava il fratello Giuseppe, Baresi non lasciò mai il Milan, nemmeno nei momenti più difficili segnati dalle retrocessioni del 1980 e del 1982. Da quella fedeltà nacque una carriera irripetibile, impreziosita da sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro Supercoppe Europee e quattro Supercoppe Italiane, oltre al titolo mondiale conquistato con l’Italia nel 1982 e alla finale disputata da capitano a USA ’94, rimasta nella memoria anche per le sue lacrime dopo la sconfitta ai rigori contro il Brasile. 

Con Arrigo Sacchi e Fabio Capello fu il leader del Milan degli Invincibili, riferimento di una squadra entrata nella leggenda. Elegante, autorevole e sempre corretto, venne spesso accostato a Franz Beckenbauer, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Kaiser Franz” per la capacità di comandare la difesa e costruire il gioco con naturalezza.

Con la scomparsa di Franco Baresi il calcio saluta non solo uno dei più grandi difensori di ogni epoca, ma un esempio di lealtà sportiva, appartenenza e stile che ha attraversato generazioni di tifosi. Il suo nome resterà per sempre legato al Milan, alla Nazionale e alla storia del calcio mondiale. 

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