E pensare che c'era il pensieroHomeIn Evidenza

L’ETERNITÀ DEI SINDACI SI FERMA PURE A SCANNO. PER UN VOTO…

di Luigi Liberatore 

 Sto pensando a dimettermi, avrebbe affermato Giovanni Mastrogiovanni, sindaco da quasi dieci anni di Scanno, dopo che il consiglio ha bocciato il bilancio comunale. Non so se lo aspettava oppure sia rimasto come il cavallo “scosso” di Siena. Suppongo, rimanendo da osservatore disincantato, che il primo cittadino sia rimasto confuso e disorientato dalla votazione che lo ha mandato in minoranza sul Bilancio che politicamente, a Milano come a Scanno, significa: Go Home! Cioè, vai a casa, benché i numeri siano risicati come gli abitanti(circa 1600) di quel bel centro incastonato col suo lago nel cuore del parco nazionale: sei contrari contro cinque favorevoli. Tanto sarebbe bastato per dire addio in maniera esplicita. Il sindaco (dimissionato), giusto per restare fedeli alla volontà popolare espressa col voto sul Bilancio, ha secondo me lasciato intendere che potrebbe ripensarci, nel senso di voler percorrere le vie amministrative praticabili per riacciuffare il suo “ufficio” fino al termine del mandato. I fatti dicono che Giovanni Mastrogiovanni sia stato un bravo sindaco ma che sia passato in questo declinante decennio da un 75 per cento a un 68, assecondando una linea discendente di gradimento fino alla bocciatura di ieri l’altro. Sicchè tutto lasciava presagire che dicesse: mi dimetto. Chi scrive non è adatto ad interpretare la logica che sostiene un politico o un amministratore, tuttavia si sente legittimato ma non autorizzato ad affermare che rispetto ad un diniego le persone di buon senso debbano arretrare. Soprattutto i politici. I sindaci non sono riottosi come i parlamentari e i consiglieri regionali; hanno una sensibilità elevata rispetto a quella stirpe affamata e gelida, per cui consiglierei al primo cittadino di Scanno di rimettersi al giudizio popolare, di riconsegnare la fascia tricolore senza farsela strappare per indizi procedurali. Andarsene, cioè dimettersi, non è mica un’offesa anche nei piccoli comuni italiani dove la rielezione a sindaco è a tempo indeterminato, cioè all’infinito. Pure i sindaci sono costretti ad avvertire i confini della (presunta) eternità. Basta un voto…, o per un voto!

 

Un commento su “L’ETERNITÀ DEI SINDACI SI FERMA PURE A SCANNO. PER UN VOTO…

  • Fabio Forcucci

    E dei consiglieri transfughi che sono beatamente passati sui banchi dell’opposizione….ne vogliamo parlare? Sono sicuri che così facendo hanno fatto il bene del paese?

    8
    1
    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *