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CRISI A SCANNO, L’AFFONDO DI CIANCARELLI: «AMMINISTRAZIONE IMMOBILE PER OTTO ANNI»

SCANNO – La crisi politica che ha travolto il Comune di Scanno continua ad alimentare il dibattito. Dopo la bocciatura dell’assestamento di bilancio, respinto in consiglio comunale con sei voti contrari e cinque favorevoli, che ha sancito la perdita della maggioranza da parte del sindaco Giovanni Mastrogiovanni, arriva l’intervento di Fernando Ciancarelli, consigliere comunale del gruppo Scanno Futura, che punta il dito contro l’operato dell’amministrazione e solleva interrogativi sulle reali ragioni della rottura politica. La seduta di ieri ha segnato un passaggio decisivo. Oltre al rinvio della discussione sul piano tariffario Tari, il consiglio ha respinto anche il Documento unico di programmazione semplificato (Dup), l’assestamento generale di bilancio e la salvaguardia degli equilibri finanziari. Un esito che ha aperto ufficialmente la crisi amministrativa, con il sindaco che ha già ammesso di valutare le dimissioni, mentre il prefetto dell’Aquila dovrà ora assegnare al Comune venti giorni di tempo per approvare gli atti contabili previsti dalla legge. In una nota, Ciancarelli prende atto della scelta dei consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza, i quali, dopo oltre tre anni e mezzo di consiliatura, hanno dichiarato di non essere mai stati realmente coinvolti nelle decisioni dell’amministrazione. Secondo il consigliere di opposizione, però, la crisi rappresenta l’epilogo di una gestione amministrativa che da tempo mostrava tutti i suoi limiti. «L’amministrazione Mastrogiovanni – afferma – in oltre otto anni e mezzo è rimasta immobile di fronte ai problemi del paese, limitandosi alla gestione dell’ordinario, senza riuscire forse neppure in questo». Una critica che, ricorda Ciancarelli, Scanno Futura ha avanzato più volte nel corso degli anni, tentando senza successo di sollecitare un cambio di passo. Il consigliere si interroga poi sulle cause della crisi politica. «In vista di un probabile scioglimento del consiglio comunale, salvo ripensamenti di qualche consigliere – osserva Ciancarelli – ci chiediamo se tutto questo non sia stato orchestrato per scaricare su altri l’incapacità di governare, sostenendo che nulla è stato fatto e nulla si potrà fare in futuro per la decisione di alcuni di interrompere l’esperienza amministrativa».Parole che alimentano ulteriormente il confronto politico in un momento particolarmente delicato per il Comune. Mentre il sindaco Giovanni Mastrogiovanni si è preso qualche giorno di riflessione prima di decidere se rassegnare le dimissioni, la vicenda entra ora nella fase prevista dalla normativa, con il coinvolgimento della Prefettura, ma soprattutto in una fase di forte incertezza politica che potrebbe portare alla conclusione anticipata della consiliatura.

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