RISSA IN PIAZZA: IN TRE RISCHIANO IL PROCESSO
Chiuse le indagini della Procura dell’Aquila per la violenta lite della scorsa estate a Introdacqua. Feriti il sindaco Cristian Colasante, colpito mentre tentava di dividere i contendenti, e una giovane intervenuta per sedare gli animi.
INTRODACQUA, 28 luglio – A quasi un anno dalla violenta rissa scoppiata nel cuore dei festeggiamenti estivi di Introdacqua, la Procura della Repubblica dell’Aquila ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di tre giovani che ora rischiano il processo.
Si tratta di un 20enne e di un 26enne di Sulmona e di un 28enne di Castelvecchio Subequo, destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini con l’accusa di rissa aggravata in concorso e lesioni personali.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre si trovavano in piazza quando, per futili motivi, una discussione è rapidamente degenerata.
Dalle parole si è passati alle minacce e, poco dopo, a una violenta colluttazione a colpi di calci e pugni, sotto gli occhi di famiglie, bambini e numerosi cittadini che stavano partecipando alla festa.
Nel tentativo di riportare la calma era intervenuto personalmente il sindaco di Introdacqua, Cristian Colasante, che si era avvicinato ai contendenti invitandoli a fermarsi.
Mentre cercava di separarli, il primo cittadino era stato però colpito con un pugno in pieno volto, riportando una ferita nella zona dell’occhio sinistro, giudicata guaribile in quattro giorni.
Durante i concitati momenti della rissa erano intervenuti anche altri presenti per dividere i giovani.
Tra questi una ragazza, rimasta ferita dopo aver ricevuto una gomitata.
Sul posto erano quindi arrivati i carabinieri e il personale sanitario del 118 che aveva soccorso i feriti e disposto il trasporto in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona.
Le indagini dei militari dell’Arma hanno consentito di ricostruire l’accaduto e individuare i presunti responsabili.
Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, i tre indagati hanno ora la facoltà di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.
Al termine di questa fase, la Procura deciderà se esercitare l’azione penale e chiedere il rinvio a giudizio.


