L’AFFETTO E LE LACRIME DI TANTI PER PEPPINO GALATIOTO NEL GIORNO DELL’ADDIO
Il feretro arriva scortato da due vigili urbani in motocicletta. In piazza Annunziata scende il silenzio. Poi l’applauso che sale dalla folla raccolta intorno al feretro.
In tanti hanno ancora nella mente la scena drammatica vissuta domenica sera, in Largo Palizze, durante la festa post-Giostra del sestiere di Porta Manaresca:
Peppino Galatioto, che colpito da malore, si accascia.
Quel ricordo scende nel cuore insieme alle lacrime che rigano il volto di tanti.
Sono colleghi, amici e i soci del sestiere Manaresca, tanti giovani, con i fazzolettoni rossoblu al collo e le bandiere listate a lutto, che accompagnano l’ingresso della bara nella chiesa dell’Annunziata.
Ad accogliere Peppino Galatioto ci sono anche il sindaco Luca Tirabassi, il vice sindaco Mauro Tirabassi, il comandante e vice comandante della Polizia Locale, Domenico Giannetta e Paolo La Gatta ed una rappresentanza del corpo.
Ad inizio della celebrazione e nell’omelia il parroco don Germain Sosa chiede preghiere per Peppino e per i suoi familiari.
Il parroco lo ha conosciuto da poco Peppino ma ne ricorda il volto sorridente, la cordialitĆ e la passione per il suo lavoro. Sulla bara vengono posati il cappello della Polizia Locale, il foulard di Porta Manaresca ed una sciarpa del Milan, la squadra del cuore dell’ex calciatore Peppino. Prima della conclusione del rito funebre il capitano del sestiere, Marilisa Paolilli, porta il saluto commosso di Manaresca ad un uomo gentile, affabile, rispettoso verso tutti, esempio di umanitĆ e di altruismo.
Vessilli chini davanti alla bara che esce dalla chiesa. E ancora applausi. Poi la benedizione finale della salma. La moglie di Peppino piange e al sacerdote ripete che questa “ĆØ una prova troppo dura”. I più giovani del sestiere abbracciano il figlio Alberto. La Polizia Locale rende l’ultimo saluto a Peppino, mentre l’auto funebre lascia la piazza, fendendo la folla che quasi vorrebbe trattenere ancora con sĆØ quell’amico buono strappato all’affetto di tanti, in una serata di festa. Una serata d’improvviso diventata funesta.
G.F.








