VIAGGIO NEL TEMPO… CON ANTONIO DE NINO
VIAGGIO NEL TEMPO… CON ANTONIO DE NINO
A cura di Mauro Cianfaglione
Oggi iniziamo un viaggio affascinante dentro le ricerche di Antonio De Nino, straordinario studioso delle tradizioni popolari abruzzesi e non solo. Un percorso tra credenze, usanze, racconti, giochi e leggende che hanno accompagnato per secoli le comunità della Valle Peligna e dell’intera regione, offrendo così l’opportunità di riscoprire un patrimonio che sembra sepolto sotto montagne di circuiti integrati.
Per questo primo racconto, prendendo spunto dall’interessante articolo del professor Fabio Maiorano, proponiamo ciò che De Nino scrive riguardo al Mazzemariello domestico — figura dell’immaginario popolare abruzzese molto diversa da quella dei boschi o dei tesori. Si tratta di un personaggio caratterizzato da un cappello lungo e magico a punta, di bassa statura, dotato di grande furbizia, molto noto a Pratola Peligna e in regione.
MAZZEMARIELLO
Mazzemariello è un folletto o farfarello, che si caccia dentro una casa e dà continui disturbi per lo piú di notte. Nella fantasia del popolo si rappresenta come un pigmeo col berretto nero o rosso. Quando in una casa c’è entrato Mazzemariello, non c’è più pace. Si ricorre agli scongiuri, allo spargimento dell’acqua santa e fa da aspersorio un ramo di palma benedetta.
In una casa, continuava a signoreggiare Mazzemariello, non ostante gli scongiuri e le sacre aspersioni. La famiglia allora pensò di abbandonare la casa a Mazzemariello per aver pace in un’altra abitazione.
Tutta la suppellettile, tutti gli utensili furono trasportati altrove. Quando il padrone di casa vide che non ci restava nulla da portar via, s’avviò per uscire. Al portone trovò Mazzemariello con in mano un vaso da notte…. E tu che vuoi fare? Rispose: Ma come?Non cambiamo casa tutti? Dunque tu pure vieni? E già: questo è il mio destino…. Il padrone ordinò che riportassero in casa tutta la roba, e conchiuse: Se questo è il destino; prendiamocelo in santa pace!
Tradizioni popolari Abruzzesi, vol. primo a cura di Bruno Mosca, pag. 78, Japadre Editore, 1970, TI FRA MI Firenze



Un plauso all’amico
Professor Cianfaglione,per la lodevole “avventura narrativa”che ci dara’ opportunita’ di poter scoprire sicuramente,antiche tradizioni e, credenze/dicerie popolari della nostra amata terra.
Bravissimo Mauro.
Secondo il credo popolare, sono furbi, insolenti e anche dispettosi.